Castelporziano, stop al nuovo gestore: il Consiglio di Stato sospende l’assegnazione del Terzo Chiosco

La decisione definitiva arriverà solo con l’udienza di merito fissata per il 7 luglio

L’estate è alle porte, ma sulle dune di Castelporziano aleggia ancora un’incertezza che sa di burocrazia e tribunali.

A poche settimane dall’avvio della stagione balneare, il destino del “Terzo Chiosco” – uno dei punti di riferimento della spiaggia libera più amata dai romani – resta sospeso tra ricorsi, ordinanze e interpretazioni giuridiche.

A sparigliare le carte è stato il Consiglio di Stato, che con un’ordinanza pubblicata il 10 marzo ha accolto il ricorso del precedente gestore, congelando l’assegnazione decisa dal Campidoglio.

Il risultato è uno stallo che rischia di pesare proprio mentre il litorale dovrebbe prepararsi ad accogliere i primi bagnanti.

Il ricorso che blocca la stagione

La vicenda nasce dal bando comunale con cui Roma Capitale aveva affidato la gestione del chiosco a un’Associazione sportiva dilettantistica (A.s.d.). Una scelta contestata dal gestore uscente, che ha deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa.

Il Consiglio di Stato, valutando il ricorso, ha ritenuto che le questioni sollevate meritino un approfondimento e ha quindi deciso di sospendere temporaneamente l’efficacia della decisione precedente, bloccando di fatto il passaggio di consegne.

Un intervento che lascia il chiosco – e con esso i servizi per i frequentatori della spiaggia – in una sorta di limbo amministrativo.

Il dubbio dei giudici: attività sportiva o impresa?

Dietro la disputa si nasconde una questione tutt’altro che marginale.

I giudici di Palazzo Spada hanno infatti sollevato un interrogativo che tocca il cuore della vicenda: può un’associazione senza scopo di lucro gestire un’attività che, nei fatti, è commerciale?

Nel bando del Comune, tra i compiti principali del gestore figura il servizio di ristoro, cioè un’attività tipicamente imprenditoriale.

Per questo il Consiglio di Stato ha ritenuto che la contestazione del precedente gestore appaia “non priva di fondamento”, soprattutto se l’associazione continua a beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per il mondo sportivo.

Il rischio, secondo questa interpretazione, sarebbe quello di creare una concorrenza sbilanciata rispetto alle imprese tradizionali del settore.

La possibile via d’uscita

Nell’ordinanza i giudici indicano anche una strada per sciogliere il nodo: l’associazione potrebbe continuare a gestire il chiosco solo cambiando il proprio assetto giuridico, rinunciando ai benefici fiscali e operando come una normale attività commerciale.

Una soluzione che però richiederebbe tempi tecnici e passaggi amministrativi non immediati.

Un’estate appesa ai tribunali

Nel frattempo il calendario giudiziario non aiuta a sciogliere rapidamente la questione. La decisione definitiva arriverà infatti solo con l’udienza di merito fissata per il 7 luglio.

Un paradosso che non sfugge agli operatori del litorale: il verdetto arriverà a stagione balneare già iniziata, quando turisti e romani avranno già preso d’assalto la spiaggia.


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