

La Società Dante Alighieri omaggia lo scrittore con un viaggio nella sua vita teatrale e letteraria
Per celebrare i cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri, la Società Dante Alighieri ha inaugurato la mostra “Scene, voci, accenti, scritture: il teatro infinito di Andrea Camilleri”.
L’esposizione, a cura dello storico della letteratura italiana Giulio Ferroni, è aperta al pubblico fino al 9 novembre presso la Sala Walter Mauro di Palazzo Firenze.
Guidati dalla voce di Marco Presta, allievo di Camilleri all’Accademia nazionale d’arte drammatica, i visitatori ripercorrono la vita e le opere dello scrittore siciliano, tra fotografie, lettere e materiale audiovisivo.
La narrazione si sviluppa in sei sezioni che raccontano i momenti chiave di uno degli autori più amati del Novecento.
Si parte dal Camilleri giovane e curioso, con uno sguardo sull’ambiente familiare e sulle prime esperienze formative. Dai quaderni scolastici alle poesie scritte in gioventù, il percorso prosegue con le edizioni di Montale e Saba, che plasmano profondamente il suo stile.
Due documenti ottocenteschi, scoperti casualmente tra le carte di famiglia, forniranno anni dopo lo spunto per due tra i suoi romanzi più noti: La bolla di componenda e La concessione del telefono.
Seguono poi le prime esperienze letterarie e teatrali del secondo Dopoguerra, raccontate attraverso lettere di Alba de Céspedes ed Elio Vittorini e la poesia Morte di Garcia Lorca. È in questo contesto che prende forma la scelta decisiva del teatro, che lo accompagnerà per decenni.
Esplorando il sodalizio con Orazio Costa e le regie di Pirandello, Beckett e Ionesco in un costante lavoro di sperimentazione.
Documenti, recensioni e copioni testimoniano la passione di Camilleri per il teatro dell’assurdo, in cui si riflette la sua visione del mondo. Come Pirandello, lo concepiva come un grande palcoscenico dove voci, accenti e scritture si intrecciano in un “teatro infinito”.
La narrazione prosegue con l’esperienza di Camilleri come autore per la RAI, illustrata attraverso lettere e sceneggiature radiofoniche e televisive.
Si approfondisce poi la nascita del Camilleri narratore, a partire dai dattiloscritti di Mani avanti (1967-68) a Il corso delle cose (1978), fino all’invenzione del celebre Commissario Montalbano.
Qui prende vita il suo stile linguistico e narrativo, documentato da lettere editoriali, traduzioni e da un glossario siciliano curato personalmente, che ne esaltano l’originalità.
Il viaggio si conclude con la dimensione visiva: i volumetti dedicati a Caravaggio, Guttuso e Renoir evidenziano la sua attenzione per l’arte figurativa. Sono gli anni della piena affermazione internazionale, segnati dal monologo “Conversazione su Tiresia”, pronunciato nel Teatro Greco di Siracusa nel 2018, un anno prima della sua scomparsa. In quel momento, l’autore suggella la trasformazione della sua voce in un lascito profondo. Un momento che restituisce la forza lucida e critica del suo pensiero, a un teatro infinito che continua a vivere attraverso la sua eredità.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Fondo Andrea Camilleri e con la produzione di Arthemisia, indaga l’arte di uno dei grandi maestri della letteratura italiana, andando ben oltre il ruolo di creatore del celebre Commissario Montalbano.
Info “Scene, voci, accenti, scritture: il teatro infinito di Andrea Camilleri”
Sede: Palazzo Firenze, Piazza di Firenze 27 – 00186 Roma
Date al pubblico: 23 ottobre – 9 novembre 2025
Orario apertura: Dal lunedì al venerdì ore 10.00-18.00, sabato e domenica 10.00-14.00, chiuso l’1 e il 2 novembre
Biglietti: Ingresso gratuito
Informazioni: T. +39 06 6873694, www.dante.global
Per prenotazioni: eventi@dante.global, Società Dante Alighieri
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