Centro Carni: ciò che non fece Alemanno ora lo farà Marino?

In una lettera aperta alla Giunta, ai Consiglieri del Comune di Roma e al popolo di Roma una storia che inizia nel 1975

Vi scrivo questa lettera per una ragione molto semplice, voglio far conoscere ai miei concittadini una piccola grande verità che è nello stesso tempo un vanto ed una maledizione del popolo romano, una storia minuscola per un popolo maiuscolo o maiuscola per una popolo minuscolo. Si tratta di questo. La Giunta Marino sta per compiere un’operazione che sembra fatta a posta per fare passare l’attuale Sindaco come un nuovo Nerone.

Sta per essere messa in vendita l’area del Centro Carni di Roma, affidata a suo tempo all’Ama da Alemanno per procurarsi, tramite le Banche, il denaro necessario a ripagare il debito contratto nelle passate gestioni.

Ovviamente la colpa non è di Marino ma di quanti gli sono stati messi attorno proprio per non farlo passare alla Storia come bravo amministratore  ma come un Sindaco a dispetto della sua Città.

Nelle poche righe che mi saranno concesse dagli editori che ospiteranno questa lettera cercherò di dire la verità, tutta la verità.

Sono un pensionato di 81 anni e conservo un ricordo che la mia memoria ancora non ha cancellato. Quello della inaugurazione del Centro Carni di Roma avvenuto nel 1975. Io, allora, ero segretario della sezione operaia del glorioso Partito Comunista e  dovetti assistere ad un evento che da noi comunisti del tempo fu considerato il più grande dispetto che ci potesse fare la propaganda democristiana. Un colpo da KO che poteva arrestare la nostra marcia trionfale verso la presa della Capitale che si annunciava come imminente. Il Centro Carni venne presentato, e tale si rivelò in seguito, come il più grande mattatoio d’ Europa e noi subito lo definimmo una Cattedrale nel deserto perché mai e poi mai avrebbe macellato tante bestie quante ne avrebbe potuto per le sue dimensioni. Sta poi di fatto che, forse proprio per dimostrarci che quel Centro Carni non era poi una idea malsana, i democristiani di allora ci vollero infliggere un’ulteriore lezione di propaganda politica aprendo il Centro Carni ai cittadini che per ben due volte alla settimana potevano andare a comperare 5 Kg di carne macellata di fresco a prezzi di costo.  A quel punto anche noi comunisti approfittammo della manna che scendeva dal cielo e da subito in tutti i nostri Festival de l’Unità fu cucinata e mangiata la buona carne del Mattatoio più grande d’Europa. Insomma,  fummo costretti ad ammettere che almeno in una cosa i democristiani erano stati più bravi di noi.

La cosa andò avanti per parecchi anni fino a quando non venne in testa alle Giunte Veltroni e Rutelli di  fargliela pagare cara agli avversari politici dell’era democristiana,  così cominciando un’opera di vera e propria demolizione nei confronti del mattatoio.  Si iniziò a spargere la voce che il mattatoio sarebbe stato trasferito nella nuova Zona Annonaria di Guidonia, così come ci sarebbero  state altrettante Zone per ogni altra attività economica, dal Commercio all’Industria, all’Artigianato, e noi comunisti di base che gongolavamo perché avremmo potuto fare tante campagne elettorali a favore delle Giunte di Sinistra. E ci bevemmo la storia del trasferimento del Centro Carni per farne uno ancora più bello di quello democristiano. E, visto che si dava per certo il trasferimento, tutte le associazioni culturali e sociali dell’allora Municipio VII, tra cui quella decana fondata dal sottoscritto negli anni ’70, l’Associazione Culturale Michele Testa – Tor Sapienza, furono chiamate per fare un piano di riqualificazione della parte dell’area lasciata libera dal mattatoio, che noi, insieme ad altri, la volemmo pensare e battezzare come  Città dell’Arte.

Insomma ci fu dato per certo il trasferimento del Centro Carni a Guidonia e noi fummo ben lieti che al suo posto avrebbe trionfato l’arte in tutte le sue forme. Subimmo un vero e proprio inganno da parte dell’allora assessore all’Urbanistica Roberto Morassut. Anche in quella occasione si parlò di politica partecipata, di nuova era della democrazia fatta su misura per il popolo che diventava sovrano, finalmente! Tutte cazzate. Io non voglio disconoscere qualche merito anche alle Giunte Veltroni e Rutelli, ma non posso dimenticare di aver subito una tremenda truffa proprio dai miei compagni, quella di avermi venduto per oro sopraffino una operazione di speculazione edilizia grande come una casa, perché, detto tra parentesi, a parte l’area culturale, il resto sarebbe stato cementificato con palazzoni di 15 piani ciascuno.

Intanto, proprio a causa del presunto imminente trasferimento, ai romani venne vietato di andare a fare la spesa al centro Carni e indovinate perché? Per motivi igienici, perché mentre veniva aperta all’Ama che, a parere degli amministratori di sinistra e di centrosinistra, non era fattore di inquinamento, doveva essere invece chiusa al popolo che una certa tradizione vuole che sia sempre sporco, a causa del presunto peccato originale, dal quale però sono stati assolti i rappresentanti benestanti  della società…

Poi venne Alemanno che conferì all’Ama il Centro Carni per fargli pagare i debiti.

Ma poi giunse l’Angelo vendicatore, nella fattispecie il Coordinamento popolare contro la speculazione sul Centro Carni, e raccolse più di 8.000 firme per dire basta allo scempio del Centro Carni, per dire basta ad una delle più grandi speculazioni edilizie della storia di Roma, una operazione speculativa che passa sopra alla storia, alla tradizione, ad una pagina di buon governo della D.C. in  Italia. Una operazione speculativa che viene tentata passando sotto silenzio che la carne che mangiano i romani è di ottima qualità grazie al mattatoio che agli occhi di tutto il mondo viene preso a modello per le sue dimensioni, per efficacia ed efficienza, e per essere  forse unico in Italia per le garanzie di carattere igienico sanitarie che offre ai consumatori di carne, guardato a vista, così così com’è, dalla Asl che si è collocata, con i suoi bravi veterinari,  all’interno del Centro Carni proprio per controllarlo meglio in difesa della salute pubblica.

E questo fatto ci sta bene e deve essere fatto conoscere ai cittadini romani proprio nel momento in cui si riferisce di spaccio di carne marcia macellata in mattatoi di fortuna. E cosa fa la Giunta di Marino? Vuole mettere a rischio un servizio di qualità per pagare i debiti di AMA? Ma siamo matti?. I debiti AMA se li paghi chi ha indebitato quell’azienda, i vari esponenti dei suoi Consigli d’Amministrazione. Si facciano i nomi e cognomi di quelli che hanno indebitato non l’AMA di per sé, ma i cittadini stessi di Roma, costretti a pagare il tutto a grave prezzo. Quanto ci è costata l’AMA in tutti questi ultimi anni? Per noi la responsabilità della cattiva gestione economica e finanziaria è di tutte le Giunte che si sono succedute nel corso degli ultimi 30 anni. Per me ci vorrebbe una commissione d’inchiesta per sapere chi, come e perché abbia impedito al Centro Carni di Roma di funzionare al massimo; per conoscere chi ha procurato un danno erariale enorme al popolo romano. Perché, purtroppo, accanto alle Giunte e ai Consiglieri in buona fede c’è sempre un cattivo consigliere che, anziché lavorare per il meglio, lavora per il peggio, consigliando operazioni che appaiono di lustro e di vanto  per la città mentre invece sono solo dei regali per la speculazione.

Il popolo sovrano rivolge un caldo appello al Sindaco e alla Giunta di Roma perché si trovi la soluzione giusta al momento giusto perché venga posto fine ad una operazione che è indegna di una Giunta di Sinistra quale è quella che governa Roma; una operazione che priverebbe i cittadini romani del mattatoio che è ancora il più grande d’Europa e che dovrebbe essere un vanto per una amministrazione seria e competente come vogliamo ancora pensare quella guidata da Marino. Torni il mattatoio di Roma a fare anche da calmiere e si consenta ai romani di accedervi per la spesa settimanale. Lo si valorizzi fino  fondo, fino a farlo diventare il Mattatoio non solo di Roma ma dell’intera Regione Lazio.

Ma lo sa il Sindaco di Roma  che  ci sono tutte le condizioni perché il Mattatoio del Centro Carni di Roma divenga  da subito il mattatoio di tutti i Comuni della Valle dell’Aniene in un progetto che vede le associazioni socio culturali del territorio, in collaborazione con il Sindacato CGIL del Comprensorio Roma Est Valle dell’Aniene, protagoniste e ideatrici di un unico grande mercato alimentare Roma Est  Valle dell’Aniene (MEC),  di un mercato di oltre 1 milione di utenti?

Noi vogliamo che l’area del Centro Carni venga liberata dalla grave ferita infertale dalla Giunta Alemanno, che tutta l’area venga resa produttiva come area mercatale, che venga tolta dal commercio, che mantenga la sua vocazione produttiva, perché pensiamo che, così come una chiesa anche sconsacrata non dovrebbe mai diventare un bordello, un luogo che nasce per produrre non dovrebbe mai essere snaturato.

Io farò parte della delegazione del Coordinamento popolare contro la speculazione del Centro Carni che andrà lunedì prossimo a sentire e contrastare  le ragioni in base alle quali la Giunta intende mettere in vendita l’area del Centro Carni denunciando le manovre speculative di carattere edilizio che ne sono alla base.

Ci sono mille ragioni per evitare un’azione del genere: un colpo duro all’occupazione, un grave danno all’ambiente, un grave danno all’erario

E poi, perché far pagare al popolo una pena per un reato mai commesso? Perché il popolo deve pagare, privandosi di un gioiello, per una politica errata da parte di una municipalizzata mal governata da maldestri speculatori che sono stati pagati fior di quattrini?

Il popolo non deve mai essere espropriato per colpe  di altri che, governando, non ha fatto gli interessi della propria azienda ma quelli degli speculatori.

Vanno criticati  e condannati sia gli amministratori di destra che quelli di centro e di sinistra per il male fatto a questa città

La strada che è davanti a voi è a un bivio, o continuare nel malgoverno della città o intraprendere a governarla con una politica veramente partecipata, una partecipazione non unicamente consultiva ma di vero e proprio coinvolgimento popolare.

In sintesi: noi chiediamo che venga abrogata la delibera 81 della Giunta Alemanno con cui si conferiva l’area del centro Carni all’Ama per ottenere prestiti dalle Banche per i suoi enormi debiti; che non venga trasferito il Mattatoio che dà lavoro, direttamente o indirettamente,  a migliaia di dipendenti; che la stessa area sia valorizzata come area espositiva, di trasformazione e vendita di ogni prodotto alimentare, che negli edifici ivi ubicati venga trasferita l’ASL Roma B che attualmente è ospitata in edifici in affitto, consentendo alla comunità di risparmiare molti milioni all’anno.

Che l’Amministrazione pubblica faccia una operazione di verità dicendo ai cittadini romani come stanno le cose e cercando nello stesso tempo di trovare soluzioni condivise e non più imposte dall’alto, con operazione che non sono affatto trasparenti  ma sicuramente dettate da interessi di carattere speculativo.

Noi, rappresentando le migliaia di cittadini che hanno firmato la nostra petizione, chiediamo al Sindaco Marino e alla sua Giunta di venire ad incontrare i cittadini per sentire il loro parere sulla operazione di vendita che vi accingete a fare.

Caro Sindaco, vedrà che, se adotterà il criterio di sottoporre ai cittadini tante prove di verità, essi l’aiuteranno a ripristinare quella tradizione di buon governo della città che è il vanto della Sinistra rappresentata dai vari Nathan, Argan, Petroselli, Nicolini ma che poi si è andato man mano offuscando con i Veltroni e i Rutelli, soprattutto facendo pagare ai cattivi amministratori quei debiti che i suoi collaboratori vorrebbero venissero pagati dai cittadini incolpevoli. I suoi metodi di governo non devono per niente essere confusi con i gravi demeriti della Giunte guidate da Alemanno, Polverini, Storace, che saranno ricordati solamente per essere stati  inseriti negli album come i peggiori amministratori pubblici della storia di Roma e del Lazio.

Con tante scuse per lo sfogo.

Nicola Marcucci

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3 commenti su “Centro Carni: ciò che non fece Alemanno ora lo farà Marino?”

  1. QUEL PARTITO COMUNISTA DAVVERO GLORIOSO, NON I RESIDUI DI ORA CHE AVVOLTE PARLANO DI MATRIMONI E LIBERALIZZAZIONI COME PRIORITA’, INVECE DI PARLARNE, FARLE E BASTA MA DANDO PIU’ SPAZIO A CHI CERCA LAVORO, QUEL PARTITO PCI DAVVERO GLIOROSO: FACENDO DECINE DI NUCLEI, QUARTIERI ETC TRA LEGGI 167 ETC. ROMA HA BISOGNO DI RECUPERARE QUARTICCIOLO E LO IACP TOR SAPIENZA NON FACENDO UN PARCO POI DATO IN PASTO A PADRONI CON CANI LASCIATI SCIOLTI COME LEONI, LI’ BISOGNA IN ASSOLUTO URBANIZZARE IL CENTRO CARNI, ABBATERLO E FARE TORRI, DA 40 50 PIANI COME FA MILANO , EDIFICI E GIARDINI CON BELLE FONTANE E NON UN PARCO PER ISOLARE ETERNAMENTE ZONE CHE NOSTALGICI CHIAMANO ANCORA CON IL NOME BRUTTO DI : BORGATA!!!! MA PARLIANO DI QUARTICCILO E TOR SAPIENZA COME COLLATINO DA RICUCIRE, CHIAMIAMOLI COSI QUARTIERI RECUPERATI DOPO LA COSTRUZIONE SU QUELL’AREA DA URBANIZZARE SUBITO . LA SALVEZZA DI COLLATINO- EX BORGATA ORA QUARTIERE ALESSANDRINO E TOR SAPIENZA , LA SALVEZZA E’ EDIFICA SUL CENTRO CARNI PER TOGLIERE L’ISOLAMENTO DA DECRESCITA FELICE DI UNA PARTE DI SINISTRA RESIDUA DISFATTISTA E UNA CERTA DESTRA RESIDUA CONSERVATRICE..NIENTE A CHE VEDERE CON I CONSERVATORI BRITANNICI CHE HANNO FATTO CENTINAIA DI KM DI METRO IN TUTTA LA GRAN BRETAGNA, ALTRA..ROBA..MIGLIORE!!!

  2. Cosa dire? Grazie per aver ospitato un mio sfogo. Vincenzo Luciani è da sempre un editore che non delude mai i suoi lettori ed i suoi informatori. A presto
    +

  3. Tralasciando la storia che possa esistere dietro il centro carni, ma penso, condividendo il commento de “progresso italiano” l’ area attualmente adibita a centro carni “deve” essere urbanizzata, “deve” essere costruita con palazzi, per dare vita e collegare il glorio quartiere di Tor sapienza – collatina – con il resto della città. Solo così si può riqualificare il quartiere eliminare dal piazzale pascoli lo scempio dei trans e prostitute. Oggi il quartiere collatino con le nuove uscite della tangenziale est si trova a cinque minuti da San giovanni. Quindi non servono parchi o verde, poi per cosa? Per portare il cane a passeggio? Non potendo perché è pieno di trans. Sono fermamente convinto che la riqualificazione del quartiere passa per l’ urbanizzazione.
    Distinti saluti

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