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Centro Giano, dopo lo stop al PNRR la partita passa a Roma Capitale

I tre milioni di euro destinati alla riqualificazione del complesso nell’ambito del progetto “Caput Mundi” sono sfumati

I casali di Centro Giano sono lì, da mezzo secolo. Immobili, silenziosi, inghiottiti dai rovi e dal tempo.

A pochi passi dal Tevere, nell’entroterra del Municipio X, raccontano una storia fatta di abbandono, attese e promesse mancate. Una storia che sembrava pronta a cambiare pagina grazie ai fondi del PNRR, ma che invece si è fermata sull’ennesimo ostacolo burocratico.

I tre milioni di euro destinati alla riqualificazione del complesso nell’ambito del progetto “Caput Mundi” sono sfumati. Un colpo duro per un quartiere povero di servizi, che aveva seguito con attenzione e speranza l’evolversi di un progetto pensato per restituire alla collettività 14 ettari di patrimonio pubblico, oggi ridotti a ruderi. Sopralluoghi, autorizzazioni, passaggi amministrativi: tutto era pronto. Poi lo stop.

A far saltare l’intervento è stata la rinuncia della ditta aggiudicataria, che ha deciso di non firmare l’Ordine di Attivazione senza incorrere in penalità. «Una scelta che ha determinato la perdita del finanziamento PNRR», spiega Marco Possanzini, capogruppo di Sinistra civica ecologista in Municipio X, che ha riportato il tema in Consiglio. «Ma non ci siamo arresisottolineaperché qui non parliamo solo di edifici, ma di un’opportunità concreta di riscatto per il territorio».

Nel frattempo, i casali continuano a deteriorarsi. Secondo i tecnici municipali, intervenuti in una commissione capitolina sul patrimonio, circa metà dei solai è crollata.

All’interno, la vegetazione ha preso il sopravvento, rendendo difficile persino un’ispezione completa. Un degrado avanzato che rischia di trasformare definitivamente l’area in un non-luogo, se non si interviene in tempi rapidi.

A complicare ulteriormente il percorso, prima ancora che i fondi andassero perduti, è stata anche la mancata nomina del responsabile unico del progetto da parte della Soprintendenza, che fino a marzo dello scorso anno non risultava ancora individuato. Eppure, il lavoro tecnico non è stato vano: il progetto esecutivo è pronto, validato e immediatamente cantierabile. Anche il masterplan complessivo dell’area è stato completato, consentendo una pianificazione per stralci successivi.

«Con risorse di Roma Capitale si potrebbe iniziare dalla stalla 1 – spiega Possanziniaffiancando questo intervento a quello già previsto dalla Soprintendenza sulla Casa Colonica. Sarebbe il primo passo per restituire almeno una parte del complesso alla fruizione pubblica». Un segnale concreto, capace di trasformare anni di attesa in un cambiamento visibile.

Un primo spiraglio si è aperto con il sopralluogo istituzionale dello scorso mese. «Confidiamo nell’impegno preso dall’assessore Battaglia e dal coordinatore della cabina di regia Gianni Paris durante l’incontro del 18 novembre – afferma la consigliera regionale Pd Emanuela Droghei affinché si trovino le risorse nel bilancio di Roma Capitale». Per il quartiere, sottolinea, «questa opera rappresenterebbe un segnale vero di attenzione verso una delle zone più sofferenti della città, che da anni chiede spazi di aggregazione e servizi per tutti».


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