

Il 25 marzo presso la Casa della Poesia in via G. Tagliere 3, a Rebibbia, presentato il libro di Fulvio Abbate
Nel quartiere di Rebibbia, dove Pier Paolo Pasolini visse dal 1951 al 1953, un nuovo incontro letterario ha celebrato la poesia del grande regista. Il 25 marzo, presso la Casa della Poesia Pier Paolo Pasolini in via Giovanni Tagliere 3, si è tenuta la presentazione del libro "C’era una volta Pier Paolo Pasolini" di Fulvio Abbate.
L’autore, non nuovo nell’affrontare tematiche pasoliniane (nel 1992 aveva già dedicato al poeta il romanzo ’Oggi è un secolo’), torna ad interrogarsi sulla memoria e sull’eredità di un grande poeta “civile”, andate forse disperse insieme al suo mondo ed al suo coraggio politico. Del resto indimenticabile è la filosofia che pervade ogni opera lasciataci dal versatile artista, scrittore e regista di un cinema per certi versi irripetibile, da “Le ceneri di Gramsci” a “Ragazzi di vita”, da “Accattone” a “Mamma Roma”: un vero e proprio grido di dolore il suo, in cui manifestava tutto l’odio per una società che lentamente si stava appiattendo verso una massificazione culturale agghiacciante, e per una classe dirigente quasi volutamente massonica che il poeta processava al pari di una lobby.
“Si applaudono soltanto i luoghi comuni, mentre sarebbe il caso di coltivare l’atrocità del dubbio” disse pochi giorni prima di essere ritrovato cadavere all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre del 1975 ad alcuni ragazzi coinvolti in un dibattito sulla terrazza del Pincio. La perdita della passione intellettuale, insieme alle stragi impunite rappresentarono così, in quel contesto che avrebbe preluso i suoi ultimi attimi di vita, la più alta testimonianza del male di vivere della società di allora.
E sono questi gli argomenti che Fulvio Abbate ha voluto riportare alla luce con il suo libro, attualizzando un Pasolini sempre attuale, con il suo amore per l’umile Italia, quella del popolo innocente, percosso, ma affamato di storia, curioso della vita. E poi ancora: quello di Pasolini fu un delitto “omosessuale” oppure un delitto “politico”? Un’interrogazione che Abbate affronta con la forza di chi ha ancora nella mente lucide le immagine dello strazio di quel povero corpo, colpevole solo di aver urlato al mondo l’ira per un mondo assuefatto dagli stereotipi ed arido di umanità.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.