

Il 9 marzo lo spettacolo di Claudio Mattone ed Enrico Vaime
Il 9 marzo 2001, approda al Sistina “C’era una volta Scugnizzi” di Claudio Mattone ed Enrico Vaime.
Uno spettacolo da record con circa seicento repliche e seicentomila spettatori. Il primo grande musical con una grande attenzione al sociale e ai giovanissimi che sono la grande e forse unica speranza per il futuro di una città bella e tormentata come Napoli.
La Compagnia tra attori e tecnici è formata da 40 elementi tra attori e tecnici, alcuni nuovi in questa edizione.
Mascotte della compagnia è una “femminella” piena di pepe, Lorena Zinno che interpreta Nennella.
Le canzoni sono le stesse delle precedenti edizioni, toglierne o aggiungerne altre, significherebbe perdere l’equilibrio che si è instaurato negli anni.
Scugnizzi è un’opera artigianale, risultato di una sorta di scrematura, ovviando a stasi e buchi nello spettacolo.
Il successo in tutte le piazze italiane è stato costante. Nelle mattinate dedicate alle scuole, un boato da stadio invadeva il teatro, perché tutti fanno il tifo per il bene.
Scugnizzi oltre ad essere un’opera teatrale è prima di tutto una palestra, in laboratorio, un’opportunità. I componenti della Compagnia dicono che Scugnizzi è una mentalità, un desiderio di riscatto, un modo un po’ insolito di essere napoletani, lontano dagli stereotipi e dai luoghi del “napoletanismo”. Questa favola della speranza, anche se ambientata a Napoli, potrebbe appartenere ai ragazzi di qualunque città del mondo!
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