Cervelletta tra i “Luoghi del cuore” del FAI, è importante il vostro sostegno 

Dopo lo straordinario risultato dello scorsa edizione riparte la competizione
Antonio Barcella - 3 Giugno 2020

Riparte la competizione i “Luoghi del cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dopo lo straordinario risultato dello scorsa edizione per il Casale della Cervelletta che si è posizionato al primo posto della città di Roma e al primo posto del Lazio lasciandosi alle spalle concorrenti molto agguerriti. Oltre 14.000 firme che sono servite ad accendere i riflettori sulla situazione attuale del monumento con la sua chiusura e la necessità di lavori urgenti di messa in sicurezza. La domanda che certamente qualcuno si pone è: “Vale la pena di partecipare ad una nuova competizione dopo che, a fronte del risultato straordinario, nessun contributo è arrivato dal FAI per finanziare i progetti per il Casale?”. Chiedere nuove firme, senza poter spiegare perché la precedente consultazione non ha portato a nulla di concreto, è una cosa difficile da ottenere. Allora è opportuno spiegare il meccanismo del bando di questa sfida. Il progetto non va presentato dalla macchina organizzativa sostenitrice della richiesta, nel caso precedente dal Coordinamento Uniti per la Cervelletta e dall’Associazione Vivere a Colli Aniene, ma dal proprietario del bene che in questo caso è il Comune di Roma. Ma è noto a tutti che la burocrazia di questa città non si sposa molto bene con i tempi ristretti di una gara del genere e, quindi, saremo sempre penalizzati nei confronti di piccoli comuni che ricevono il supporto delle loro amministrazioni locali. È in questo modo che un progetto che non si è classificato ne al primo e neppure al secondo posto vince sugli altri. Allora che cosa dobbiamo fare, boicottare la gara del FAI? Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un’importante considerazione: la competizione del FAI è certamente servita a dare “cassa di risonanza” al problema della Cervelletta ed è riuscita nell’intento di essere ascoltati dalle istituzioni. Ne è conseguito che a breve saranno avviati i lavori per mettere in sicurezza la Torre medievale. Un risultato piccolo ma da non sottovalutare visto che, grazie soprattutto ai ragazzi del Cinema America, altri lavori sono stati avviati nel parco con i fondi della Regione Lazio. Una sinergia che dovrà continuare in futuro fino a che il Casale, o parte di lui, non sarà restituito alla comunità.
Ognuno è libero di pensarla come vuole. Io non farò mai mancare la mia firma a sostegno del “Colosseo di Roma Est” su qualsiasi tavolo, tanto più quello del FAI. E se anche tu la pensi come me, inserisci il tuo voto sul sito del FAI e aiuta a raccogliere altre firme attraverso il modulo e, quando è completo, invialo all’indirizzo email redazione@collianiene.org . Tutti possiamo fare qualcosa per il nostro territorio.

Il Casale della Cervelletta – Arroccato su una rupe tufacea a controllo delle antiche vie Collatina e Prenestina e della Valle dell’Aniene, il complesso fortificato della Cervelletta emerge con la sua alta torre medievale circondata da massicci corpi di fabbrica. Secondi alcuni studiosi, il toponimo sarebbe la corruzione del termine cervaretto(da cui Cervarettae quindi Cervelletta), derivante dalla presenza nel territorio di riserve di cervi. Altri invece ipotizzano una derivazione dal latino acervus(cumulo) per la presenza delle vicine cave romane (Tor Cervara), dove si creavano imponenti cumuli dagli scarti di lavorazione ed estrazione del tufo. La tenuta della Cervelletta era un vasto fondo medievale di proprietà ecclesiastica, che fu prima del monastero di S. Tommaso in Formis (bolla di Innocenzo III del 1202) con la denominazione di Casale sancti loci, poi della Basilica Lateranense ed in seguito della Basilica di S. Lorenzo fuori le mura. Nel XVI secolo il fondo venne rilevato dalla famiglia Sforza che lo tenne sino al 1628, quando venne acquistato dal Cardinale Scipione Borghese; a questa famiglia si deve la trasformazione del casale in elegante residenza di campagna e lo sviluppo della sua parte produttiva. Proprio nel corso del XVII secolo, nelle piante del Catasto Alessandrino, la tenuta compare con il nome con cui è oggi nota di Casale della Cervelletta. Nel 1835 il fondo passಠalla famiglia Salviati, che realizzo’ la bonifica del territorio colpito dalla malaria. Il complesso della Cervelletta oggi si presenta come una struttura composita, frutto di stratificazioni secolari ed insieme delle trasformazioni funzionali che ha subito: da sistema fortificato a centro direzionale di una vasta tenuta agricola ed ancora a dimora signorile. La struttura è costituita da un corpo centrale voluto dai Borghese, il cui stemma di famiglia campeggiava sino al 1950 sulla finestra centrale del piano superiore; l’accesso al casale avviene attraverso un elegante portale che immette in un portico, il quale a sua volta conduce agli ambienti residenziali e, attraverso un cortile interno, agli spazi di servizio con le stalle ed i fienili. Nel piano nobile è un salone con camino, sul quale è dipinto lo stemma della famiglia Salviati; degna di nota è anche l’ampia loggia coperta, caratterizzata da due grandi aperture ad arco. La torre medievale (XII sec.), coronata da merlatura guelfa, è di notevole altezza (circa 30 metri) e presenta resti di feritoie e di mensole di sostegno dei ballatoi, ad indicare l’originaria funzione giurisdizionale e di vedetta. Una cappella dedicata all’Assunta sorgeva invece dove oggi si trova la Chiesa di S. Maria Immacolata, eretta nel 1911 su disegno del Marchese Carlo Lepri. Oggi,dall’altura su cui si erge il complesso,è possibile percepire il suo isolamento e l’assedio progressivo degli edifici e dell’urbanizzazione moderna che minacciano e modificano progressivamente il paesaggio antico, di cui il casale rappresenta uno degli ultimi e precari testimoni.

 

Fresco Market
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Antonio Barcella


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