Chi difende i cittadini dagli eccessi dei tassisti?

Completa paralisi del traffico in tutte le vie limitrofe al centro storico, da Termini al Lungoteve
di Antonello Dionisi - 29 Novembre 2007

Giurano che torneranno. Con un breve ed efficiente giro di valzer radiofonico il 28 novembre 2007, più di un migliaio di tassisti si sono presentati al Campidoglio appena il sindaco Veltroni ha concesso 500 nuove licenze.

Risultato ottenuto: completa paralisi del traffico in tutte le vie limitrofe al centro storico, da Termini al Lungotevere.

A scatenare il caos è stato sufficiente che il Sindaco diramasse, con un breve comunicato, l’ordinanza con la quale si "licenziavano" nuove licenze per soddisfare le aspirazioni di almeno 500 aspiranti conduttori di auto bianche, ma anche per soddisfare le esigenze di consumatori esasperati da taxi introvabili e spesso a caro prezzo. Un’applicazione, ad un anno dell’emanazione  del decreto Bersani, che segue filo filo la direttiva europea sulle liberalizzazione, che di fatto favorisce la concorrenza a danno delle categorie più corporative.

Ed in quanto a corporazione i tassisti dimostrano cosa significa l’unità e la coesione di una categoria: alle 15,30 di mercoledì 28 novembre, come guidate da un flauto magico, le auto bianche sono arrivate alla chetichella, parcheggiandosi un po’ ovunque ed impedendo la circolazione di mezzi pubblici e privati. Solamente  alle 23, le ultime auto hanno lasciato la piazza promettendo "lotta dura senza paura".

Nel frattempo il prefetto Mosca ha convocato per il 29 novembre a Palazzo Valentini una riunione con il Sindaco e le componenti sindacali della categoria dei tassisti per trovare un accordo.

E intanto non si capisce chi difende i cittadini e gli  utenti dalla corporazione dei tassisti e dai suoi eccessi.


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