

Il conduttore di Report, ha raccontato a In mezz’ora su Rai3 l’attentato subito a Campo Ascolano: “Credo sia legato alla criminalità, non a mandanti politici”
Un ordigno piazzato davanti casa, due auto semidistrutte, e la sensazione inquietante che qualcuno lo stesse osservando da tempo. Così Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, ha raccontato a In mezz’ora su Rai3 l’attentato subito a Campo Ascolano (frazione di Pomezia): “Chi ha messo la bomba conosceva le mie abitudini. Credo sia legato alla criminalità, non a mandanti politici”.
Il giornalista ha spiegato come il gesto intimidatorio arrivi in un momento delicato, con inchieste che toccano interessi e centri di potere “talmente numerosi da rendere impossibile capire l’origine precisa”.
Nonostante la paura, però, la squadra di Report non si ferma: “Continueremo a raccontare la pancia del Paese senza indietreggiare”, ha assicurato Ranucci, alla vigilia della ripartenza del programma il 26 ottobre.
Le indagini sono affidate al pool antimafia di piazzale Clodio, guidato dal pm Carlo Villani, che procede per danneggiamento aggravato dal metodo mafioso e violazione della legge sulle armi.
Sul tavolo degli investigatori ci sono molte ipotesi: l’attentato potrebbe essere stato commissionato, una vera e propria azione appaltata.
Non si esclude il coinvolgimento di bande albanesi, gruppi criminali locali o frange estreme di ultras. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio: un uomo incappucciato visto poco prima dell’esplosione, l’auto che fugge subito dopo, e la bomba artigianale – un chilogrammo di polvere pirica compressa – piazzata sapendo che la zona non era sorvegliata da telecamere.
“Tutti gli elementi fanno pensare che Ranucci fosse pedinato”, spiegano gli inquirenti. L’autore conosceva vie di fuga, spostamenti e abitudini del giornalista, segno di pianificazione meticolosa.
Poche ore prima dell’attentato, un pentito di mafia è stato trasferito in località protetta. In passato, aveva raccontato a Ranucci dettagli sulla trattativa Stato-Mafia e sugli interessi delle ‘ndrine nel business dell’energia eolica.
ùUna coincidenza che non sfugge agli investigatori, che valutano possibili legami con l’esplosione.
Un attentato studiato nei minimi dettagli, con conoscenza del territorio e delle abitudini del conduttore.
Ma il messaggio intimidatorio non fermerà il programma di inchiesta: Report tornerà in onda dal 26 ottobre, pronto a scavare dove altri preferirebbero voltarsi dall’altra parte.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.