

Fatti e misfatti di marzo 2013 di Mario Relandini
Ciancimino versus Napolitano
“Quelle intercettazioni telefoniche Napolitano-Mancino che la Corte costituzionale aveva chiesto di distruggere in quanto lesive delle garanzie riconosciute dalla Suprema Carta al Capo dello Stato – è giunta notizia – non verranno per ora distrutte in quanto, secondo i legali di Massimo Ciancimino, ciò lederebbe i diritti alla difesa di quel loro assistito attualmente indagato per calunnia, concorso in associazione mafiosa, concorso in riciclaggio di denaro, intestazione fittizia di beni e tentata estorsione. Sarà così la Cassazione, il 18 prossimo, a doversi pronunciare sulla possibilità di distruggere o meno quei nastri”.
Che cosa dire? Che la difesa di un imputato è certamente sacra e va garantita in ogni modo. Ma anche quando comporta la lesione di garanzie riconosciute dalla Costituzione al Presidente della Repubblica? E anche quando la Corte costituzionale si è già pronunciata per una immediata distruzione dei nastri? L’imputato ed equivoco personaggio Massimo Ciancimino, dunque, può andare fiero: i suoi diritti potrebbero essere dichiarati, il 18 marzo dalla Cassazione, più importanti e più da garantire di quelli del Presidente Giorgio Napolitano.
Niki A e Niki B
“Un’alleanza col centro – ha continuato a ripetere, già da prima delle elezioni, Niki Vendola – è pura fantascienza”.
Ora però, reccogliendo voci autorevoli in Puglia, sembrerebbe che Niki Vendola, da abile fisico politico, stia lavorando alla scissione dell’elemento “fanta” dall’elemento “scienza”. Con tanti saluti al “fanta” per arrivare ad una nuova ingegnosa aggregazione, nella Giunta della Regione Puglia da lui presieduta, dell’elemento “sinistra” con l’elemento “Scelta civica di centro”. “Mai con Mario Monti che infligge colpi alla dignità del lavoro”? Acqua passata. Anzi, prego, si accomodino, ora, non solo un bel drappello di centristi montiani, ma anche qualche ex udc e qualche transfuga di centrodestra in arrivo da “La Puglia prima di tutto”. Alle vista dunque, nell’annunciato rimpasto di Giunta, l’arrivo di un bel prodotto di incredibile incoerenza. A meno che Roma stia sempre in Italia e a Niki Vendola continui a non piacere lì Mario Monti, sì, ma che Bari – chissà – sia passata in Albania e a Niki Vendola, dall’altra sponda dell’Adriatico, Mario Monti piaccia invece molto. Questioni di clima, magari, di lunatiche maree, di dirompenti venti di scirocco.
Gli italiani vi stimano e noi vi tagliamo
“I Vigili del fuoco – è la denuncia dei sindacati – si sono visti tagliare per il 2013, rispetto al minimo che occorrerebbe per garantire il servizio, addirittura il 65% e, a breve, rischiano di non avere più soldi nemmeno per pagare la benzina per i loro automezzi”.
I Vigili del fuoco – come già anticipato, qui, in un “post” martedi 5 – sono risultati largamente in testa nella stima e nella fiducia di quegli italiani i quali hanno invece severamente bocciato Parlamento e Governo. Ah – devono essersi irritati Parlamento e Governo avendo avuto da tempo sentore di questo giudizio – ah, è così? Bene – devono avere quindi deciso – diamogli un bel taglio a questi Vigili del fuoco. Agli stanziamenti che dovrebbero permettere loro di funzionare e, quindi, al loro Corpo. Vediamo così, se messi in condizione di non essere più efficienti – la conclusione – gli italiani continueranno a volere più bene a loro che a noi. Gli italiani, però, non sono scemi e sanno come vanno, purtroppo, le cose. Ai Vigili del fuoco, gente seria e responsabile, continueranno a volere bene, comunque, più che a chiunque altro.
“F 35” addio?
“Gli aerei “F35” – questa la conclusione di un rapporto diffuso dal Pentagono – sono incapaci di combattere e non avrebbero alcuna “chance” di successo in uno scontro reale”.
Ecco servito definitivamente, dunque, l’autorevole giudizio tecnico negativo su questi “jet” da combattimento che, fin dall’inizio, avevano destato forti dubbi sulla loro efficienza. E che cosa farà adesso, allora, l’Italia? Confermerà l’acquisto dei 90 prototipi già prenotati e alcuni già pagati? E il generale Vincenzo Camporini, adesso, continuerà a sostenere – come ripetuto, anche, in una intervista il 23 febbraio scorso – che “gli “F35″ funzionano e che l’Italia fa bene ad acquistarli”? Torna con maggiore legittimità, dunque, l’augurio che il Ministero della Difesa si decida a pronunciare una parola sulla inquietante questione. A far sapere soprattutto se, dopo la bocciatura autorevole del Pentagono, intenderà revocare l’acquisto o vorrà spendere ugualmente, per aerei “incapaci di combattere e senza alcuna “chance” di successo in uno scontro reale”, qualcosa come quindici miliardi. Oltretutto in un momento economico non certo di “vacche grasse”. In cui c’è bisogno, per il Paese, di cose ben urgenti ed importanti. Altro che novanta “F35” da acquistare e da rottamare.
La baronessa Ashton Ponzio Pilato
“Dopo che l’Italia ha deciso di non far tornare in India i due nostri “marò” accusati di avere ucciso due pescatori scambiati per pirati e dopo che l’India ha duramente contestato questa decisione – si sa da Bruxelles – l’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Catherine Margaret baronessa Ashton de Upholland, ha auspicato che possa presto trovarsi una “soluzione nel pieno rispetto della Convenzione Onu sul diritto del mare e delle leggi internazionali e nazionali””.
Catherine Margaret baronessa Ashton de Upholland, dunque, come suo consolidato costume: non sporcarsi le nobili mani con questioni che pur dovrebbero vederla come attiva protagonista in prima persona. Comprensibile, può darsi, per quanti abbiano, come lei, “sangue blu” nelle vene. Del tutto incomprensibile, però, per tutti gli altri. Come incomprensibile il fatto del perché sia stata chiamata in quel ruolo e del perché, comunque, stia ancora lì a continuare ad emulare il noto prefetto romano in Giudea Ponzio Pilato che – come narrano i Vangeli – se ne lavò le mani.
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