

Fino al 15 maggio la pièce di Corrado D’Elia
Ha registrato il tutto esaurito per quattordici anni consecutivi. In giro per l’Italia ha conquistato 150mila spettatori e ha collezionato mille repliche. Il Cirano di Bergerac della compagnia Teatri Possibili, ha tutte le carte in regola per fare scintille anche al Teatro Vittoria di Roma che lo ospiterà fino al 15 maggio. Gli appalusi e la partecipazione del pubblico che il 3 maggio ha assistito alla prima dello spettacolo ne sono una conferma. Merito di Corrado D’Elia, regista, protagonista e patron della compagnia. È lui a dare voce al famoso poeta spadaccino, ideato da Edmond Rostand nel 1897.
“Il segreto – ha dichiarato D’Elia- è aver puntato su un teatro d’attore molto fisico. Per fare Cirano perdo un chilo a sera”. L’eliminazione dei costumi d’epoca, la traduzione in prosa di Franco Cuomo, il gioco di luci e le musiche, conferiscono modernità e ritmo all’amore non corrisposto di Cirano per la cugina Rossana, innamorata di Cristiano, tanto bello quanto vuoto.
Gli attori, tutti bravissimi, si muovono veloci sul piano inclinato della scena che cambia forma continuamente davanti agli occhi del pubblico. Uno spazio duttile che si trasforma in convento, trincea e un attimo dopo nel balcone della famosa scena del bacio. Tenero ed eroico, il Cirano di D’Elia trascina il pubblico per due ore e mezza. E la scena finale, quando tutti gli attori indossano il naso di Cirano, causa delle sue sofferenze, sembra essere un invito al pubblico a tirar fuori il Cirano che è in noi con il suo candore, il suo coraggio, oggi così poco convenzionali.
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