Clochard muore in strada a Roma, prosegue l’abbandono per gli ‘invisibili’

Una nota di Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE
Redazione - 8 Dicembre 2018

“Alle prime temperature invernali, purtroppo  – dichiara in una nota Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE – vi sono già i primi decessi a Roma.

“Dopo l’episodio di Viale dello Scalo San Lorenzo dove è deceduto a fine novembre un senza tetto, purtroppo si deve registrare il caso di un clochard,  cittadino polacco di 62 anni, morto probabilmente per una ipotermia e trovato ieri mattina in piazza della Rovere, in zona San Pietro, e ritornano tutte le perplessità sul Piano freddo della Capitale.

“Ribadiamo, come abbiamo fatto lo scorso anno che il piano freddo non può essere varato a gennaio inoltrato quando già le temperature sono ampiamente vicino lo zero, né tanto meno si deve procedere sempre sull’andata dell’emergenza con tendopoli di fortuna con possibilità di numeri limitati di persone senza casa, quindi con provvedimenti emergenziali totalmente inadeguati. Come sono nettamente insufficienti – prosegue  Benvenuti – gli annunci circa un incremento
dell’accoglienza notturna rispetto allo scorso anno di sole 235 unità.

“Sta di fatto che nella Capitale vi è una “città” invisibile composta da circa 8.000 senza tetto, la metà italiani,  di cui 3000 vivono in strada, fra i cartoni, sotto i cornicioni dei palazzi o lungo le Stazioni ferroviarie Termini, Tiburtina e Ostiense.
Altri 2000  si trovano in alloggi di fortuna come edifici abbandonati e insediamenti abusivi.  Poi, ce ne sono altri 2500 che vengono ospitati in parrocchie, centri convenzionati di Roma e associazioni di volontariato. A questi si devono aggiungere 10 mila famiglie ancora in attesa di un alloggio popolare. Ancora una volta quest’anno, come lo scorso inverno, non comprendiamo cosa si sta facendo  complessivamente a Roma –aggiunge Benvenuti –
rispetto al  carente piano freddo, mentre si debbono  purtroppo registrare i primi casi  di decessi  in strada.

“Roma ha necessità di programmi adeguati e non certo di rincorrere costosi interventi emergenziali che –conclude Benvenuti – non risolvono i reali problemi, anche nei confronti degli invisibili”.


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