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Colli Aniene di nuovo in preda ai fumi

A una settimana dall’inatteso ritorno dei nomadi nell’area di via della Martora, si sono materializzati i tanto temuti falò cancerogeni

A una settimana dall’inatteso ritorno dei nomadi e il loro riappropriarsi dell’area di via della Martora, si sono immediatamente riannunciati i tanto temuti falò cancerogeni che hanno ripreso ad appestare quotidianamente tutto il territorio circostante.

Il mattino del 27 giugno 2013 infatti, in via Balabanoff non si riusciva a respirare per la puzza acre ben nota che mozzava il fiato in gola. I passanti si guardavano nauseati e scrollando le spalle rassegnati esclamavano: sono tornati i nomadi al campo di via della Martora! E qualche altro aggiungeva ci sono voluti 30 anni per liberarcene ed è bastata una settimana perché tutto tornasse come prima!

colli aniene fumi 1Tornano perciò pure i bollettini di guerra: il 28 giugno oltre la puzza di sottofondo, si è aggiunta la ricomparsa inquietante e sfacciata delle imponenti colonne di fumo puzzolente. Questo – torniamo nuovamente ad evidenziare – è prodotto dalla combustione di materiali estremamente pericolosi come la gomma vulcanizzata degli pneumatici esausti, la plastica dei cavi elettrici e tutto quanto può contenere il rosso metallo, quando non dalle cataste di immondizie accumulate via via intorno al campo. Le foto d’archivio che pubblichiamo, mostrano uno dei paurosi incendi al campo della Martora innescato dai roghi perennemente attivi e i suoi effetti sui palazzi di via Calosso a Colli Aniene.

Al campo della Martora intanto il numero dei nomadi va crescendo: dalla sessantina di individui iniziali, si è passati rapidamente al centinaio e più. Perché pare che quelli provenienti dal campo di Castel Romano abbiano passato parola e se ne siano quindi tirati dietro altri e non è dato prevedere quanti altri ancora ingrosseranno l’incontrastato flusso.

Anche il campo di via Salviati ha visto sorgere un piccolo satellite di una quarantina di nomadi. L’apprensione dei residenti di tutta la zona circostante è indescrivibile. E mentre l’apprensione rischia di diventare tensione, il municipio tace, tace pure il Campidoglio e mentre anche la grande stampa ancora non raccoglie, alla free press tocca il compito di dare per prima voce al forte disagio dei cittadini. Cittadini che allibiti vedono aumentare di ora in ora gli arrivi di uomini e mezzi ed i lavori che vanno compiendo per preparare il terreno ai loro abituri.

colli aniene fumiCosa farà il nuovo presidente del municipio Sciascia? Quale sarà la sua posizione di fronte a tale fenomeno? Ci sarà una svolta oppure i malcapitati cittadini dovranno ancora soccombere – per altri anni – alla situazione durata le passate tre consiglature di Caradonna?

La gente è stufa, esasperata e dice rivolta ai politici: ”cicciate fuori solo quando avete bisogno dei nostri voti, ma dei problemi del territorio, degli elettori, non ve ne frega un bel nulla! Adesso basta fare solo i vostri interessi, pretendiamo che tuteliate chi vuole vivere onestamente, nella sicurezza personale e dei propri beni e nel rispetto delle leggi! Non vogliamo più tapparci in casa per il fumo dei roghi noi e i nostri vecchi, dei nostri bambini! Non vogliamo temere di trovare le case svaligiate! Vogliamo un incontro con il nuovo sindaco, sul posto e presto!”

C’è chi è preoccupato perché la massiccia ricomparsa dei nomadi inevitabilmente segnerà un decadimento generale della vita e tutti i noti fenomeni connessi come l’imbarbarimento del territorio, il saccheggio dell’ambiente, i furti di auto, negli appartamenti, i borseggi.

C’è infine chi si trova in condizioni di salute critiche, talvolta già gravemente compromessa ed anche in fase terminale: proprio una di queste persone chiede a gran voce giustizia.

In questi frangenti si annunciano azioni forti: una marea di denunce alla Procura della Repubblica, per questo nuovo immanente attentato alla salute pubblica; richieste di giustizia contro tutti gli organi preposti. Ad iniziare dal Sindaco di Roma ai presidenti dei municipi interessati, per finire alle ASL.

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