Colli Aniene inquieta per progetti di piste ciclabili

E preoccupata per la paventata manomissione delle aree verdi, vero e … costoso patrimonio del territorio
di Federico Carabetta - 24 Giugno 2015

Colli Aniene è inquieta per il riemergere del tema delle piste ciclabili e per la paventata manomissione delle aree verdi, vero e … costoso patrimonio del territorio.

Fallito il progetto della pista ciclabile sullo spartitraffico di viale Bardanzellu con sfacciato spreco di pubblico denaro, distruzione di aiuole, danneggiamento di alberi e figuraccia cosmica, tutto il quartiere riteneva accantonato il progetto.

pista ciclabileLo scorso mese, al contrario, persone ben informate ci dicono che alcune associazioni (VeloLove e Legambiente) hanno presentato il progetto GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette), per collegare le diverse piste ciclabili esistenti, concretizzando un unico anello di 44 km all’interno della città. Il progetto, già approvato dal Ministro dei Trasporti  e del sindaco Marino, i quali metteranno a disposizione la somma necessaria entro la fine dell’anno.  Una bazzecola: dai 2 ai 4 milioni di euro!

Alla notizia, i maggiormente preoccupati sono gli abitanti delle due cooperative Aurora 82 e Nuova Auspicio che da almeno un trentennio si autotassano per la bella fascia di verde che cinge i due complessi. È previsto – aggiungono- che il GRAB entri in Colli Aniene da via Grotta di Gregna (quasi all’altezza delle piscine Vigor) e ne esca alla fermata della metro di Ponte Mammolo costeggiando il quartiere fino all’inizio del parco della Cervelletta, e Or incomincian le dolenti notefarmisi sentire,  direbbe Dante, attraversando i parchi della Nuova Auspicio e Aurora 82. E’ evidente che la realizzazione del progetto altererebbe uno stato delle cose consolidatosi in quasi quarant’anni, modificando uno dei posti più vivibili del territorio, infine mortificando tutti coloro, e non sono pochi, che si privano di bei soldini, per sostituirsi al Comune di Roma Capitale che, come si può osservare, lascia al degrado anche parchi e giardini storici e monumentali della città.

L’allarme tra i collianiensi si è levato quando, alla diffusione della notizia, una schiera di ciclisti ha preso a percorrere questa bella realtà, cominciando a sciamare senza alcun rispetto attraversando prati e distruggendo aiuole.

“Qui nessuno avversa i ciclisti, ma ci si chiede perché si debba proprio deteriorare il ben fatto, non cercando alternative meno invasive all’attraversamento di prati, soppressione di aree-giochi e campetti di calcio. E non si tenga in alcun conto il dispendio ininterrotto negli anni di circa duemila famiglie per un parco di cui il municipio si è fatto sempre vanto.  Famiglie che hanno speso e spendono più di 100.000 euro l’anno per quel parco a disposizione di tutta la città. E il Comune in cambio cosa fa? Non solo non contribuisce minimamente alla spesa, ma approva e finanzia rapidamente e in tempo di crisi, un progetto che infliggere al parco una ferita mortale. Vogliamo ricordare al Comune che nessuno ci può obbligare a spendere i nostri soldi per il verde pubblico dandoci in cambio soltanto schiaffi e indifferenza. Nei prossimi giorni, sarà chiesta ufficialmente la rettifica del percorso dalla Cervelletta a Ponte Mammolo, che utilizzi la pista ciclabile già esistente evitando l’attraversamento del parco. La speranza è che questa iniziativa, insieme ad altre più specifiche allo studio, sia sufficiente a scongiurare questa eventualità”

Ignoriamo volutamente le supposizioni a dir poco malevoli che circolano di fronte ad un fatto fin troppo esecrabile: il Comune di Roma capitale, invece di risanare le strade dissestate e pericolose, spende il denaro pubblico per una ristretta categoria di cittadini.

La Sposa di Maria Pia

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