

La classifica della differenziata municipio per municipio a cura di Legambiente
Nel III municipio, San Lorenzo-piazza Bologna, da gennaio a settembre 2007 la raccolta differenziata pro capite è stata di 16,05 chilogrammi, 882 tonnellate per 54.9444 abitanti: un record.
Sempre nella classifica dei municipi che differenziano di più la medaglia d’argento va all’XI con 15,01 chilogrammi a testa, 2.063 tonnellate per 137.394 persone che ci vivono; terzo posto per il XVII con 14,40 chili, un totale di 1.046 tonnellate per 72.636 persone.
L’ultimo posto invece è riservato all’VIII municipio, Tor Vergata-Torre Angela-Tor Bella Monaca, con 6,73 chili pro capite, 1.422 tonnellate per 211.160 abitanti, di poco superato dal XVIII in cui 135.981 abitanti rendono riciclabili solo 962 tonnellate di rifiuti, 7,07 chilogrammi a testa.
In fondo all’articolo sono riportati i dati di tutti i Municipi secondo la graduatoria stilata da Legambiente Lazio sui dati forniti dal Comune di Roma.
Purtroppo ritornando ai grandi numeri, non si può che definire la raccolta differenziata una goccia nel mare magnum dei rifiuti di Roma. In media una persona accumula quasi 700 chilogrammi di rifiuti in un anno: 16,05 chilogrammi di differenziata in nove mesi è davvero poco. Anche il centro è tra le ultime posizioni, è raro chi utilizza il cassonetto blu del multimateriale (plastica, vetro, alluminio) e il bianco di carta e cartone: in nove mesi 122.458 abitanti hanno riciclato 1.115 tonnellate di rifiuti, 9,11 chili a testa.
Nella graduatoria delle città italiane Roma è al diciottesimo posto: vengono riciclati il 16% dei rifiuti contro il 46,8% di Reggio Emilia, prima in classifica, il 38,9% di Padova o il 36,7% di Torino.
Ma è solo colpa dei cittadini?
“Il nodo è la distribuzione dei cassonetti sul territorio – sostiene Cristiana Avenali di Legambiente Lazio – a Roma le postazioni sono assolutamente disomogenee e la maggior parte delle volte dove c´è il cassonetto verde per l´indifferenziata mancano quello blu e quello bianco”.
Infatti contro i 45.149 contenitori verdi per non differenziare la spazzatura ci sono solo 11.829 cassonetti per il multimateriale e 11.885 per carta e cartone. Per differenziare i rifiuti tossici poi bisogna andare a caccia dei quasi introvabili 5.789 appositi contenitori.
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L’aumento del numero di cassonetti per la differenziata non è menzionato nel nuovo piano che il Comune e l’Ama hanno presentato ai primi di febbraio 2008 per potenziare il servizio, però saranno svuotati ogni 3 giorni, invece che una volta a settimana, o dopo segnalazione al numero 3404315588 (es. "via Giovanni Rossi 30. Blu pieno").
Per costringere i commercianti, obbligati per legge a differenziare i rifiuti, sono stati annunciati controlli davanti a negozi, bar, punti di ristoro e sanzioni: da 50 a 300 euro per chi getta i rifiuti riciclabili nei contenitori verdi e da 25 a 619 euro per chi lascia l’immondizia fuori dal cassonetto.
Inoltre l’Ama proporrà contratti specifici per il ritiro dei materiali differenziati agli ospedali, ai centri commerciali e agli uffici che, se non presenteranno agli operatori Ama un’alta percentuale di materiali recuperabili, dovranno pagare degli oneri aggiuntivi.
Da marzo 2008 nei 104 mercati rionali, in alcuni supermercati, nei ristoranti e nelle mense pubbliche e private saranno recuperati direttamente gli scarti organici per la trasformazione in ‘compost’ (concime di qualità).
L’Ama ha annunciato anche altri provvedimenti: per tre mesi dal lunedì al venerdì, tra le 8 e le 11, 200 operatori dell’azienda illustreranno il corretto uso dei cassonetti ai cittadini. Per sei domeniche a partire dal 24 febbraio 2008 ci sarà una raccolta straordinaria domenicale della carta.
Dopo le aree di Colli Aniene e Decima, dove con il porta a porta la raccolta differenziata è svettata al 63%, il Campidoglio ha deciso di estendere il servizio a Massimina (entro febbraio) e subito dopo a Trastevere, Aventino, Testaccio, San Saba, Cinecittà Est, Eur Torrino, Magliana-Portuense e Villaggio Olimpico, raggiungendo i 100.000 abitanti.
“Entro il 2009 – conferma Hermanin, presidente dell’Ama – saranno 300 mila, ma la modalità prevalente per la raccolta differenziata rimarrà il cassonetto su strada”.
“100.000 abitanti sono troppo pochi –ritiene Walter Ganapini, presidente di Greenpeace – Roma deve avere il coraggio di fare il grande salto e passare dalla raccolta stradale al porta al porta, l’unico sistema in grado di fare impennare le percettuali.” Ganapini nel 1995 fu assessore comunale all’Ambiente a Milano e con questo metodo riuscì a portare in pochi mesi la differenziata dal 3 al 33%, un miracolo. “Con la Ta.Ri., la tariffa sui rifiuti, – ricorda Ganapini – più immondizia si produce, più si paga. Ma sul materiale avviato al riciclo non si pagano le tasse”.
Sempre secondo la classifica di Legambiente, i dati raggiungono risultati vergognosi a livello regionale: la raccolta differenziata nel Lazio per ora è ferma al10,4%, mentre in Campania è al 10,6%: con oltre 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti annui che finiscono nella discarica indifferenziata il Lazio è la regione con la maggior quantità d’immondizia incenerita e non riciclata. Per tamponare l’emergenza rifiuti che, come conferma il decreto del 25 gennaio 2007 del presidente Romano Prodi, interesserà ancora tutta la regione Lazio fino al 30 giugno 2008, a queste strategie rivolte ai cittadini e ai privati per aumentare la quantità di materiale riciclabile, devono corrispondere adeguati centri di smistamento, riciclo e rilancio sul mercato dei prodotti ultimi. Infatti, come sotiene anche Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, “è inutile raccogliere troppi rifiuti da riciclare se poi non ci sono gli stabilimenti per trattarli”.
Nel 2006 Roma ha prodotto un milione e 829.458 tonnellate di rifiuti. Di questi, un milione e 305. 889 sono finiti nella discarica di Malagrotta senza alcun trattamento e senza alcuna selezione del materiale. I rifiuti differenziati sono stati solo 523.569 che hanno fruttato 4 milioni e 423.532 euro, secondo le proiezioni di Legambiente, se fossero finiti in discarica, avrebbe avuto un costo pari a 14 milioni e 975.545 euro.
Mentre i dati sull´attivazione di un nuovo impianto per separare plastica, alluminio e vetro sono incerti e nessuna politica è stata rivolta ad incentivare la richiesta di prodotti come la carta riciclata, la realizzazione a breve del termovalorizzatore di Albano, gestito da una società mista Ama, Acea, Cerroni, assume sempre più credibilità.
Occuperà quindici ettari delle storiche terre dei Castelli Romani, cinque per l´impianto di termovalorizzazione e dieci per lo stoccaggio del Cdr. Il Cdr è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, compresso in blocchi cilindrici detti "ecoballe” e poi bruciato nei termovalorizzatori per produrre energia.
Per ottenere Cdr, entro maggio, entrerà in funzione lo stabilimento di via Salaria, il secondo impianto di trattamento di proprietà dell´Ama insieme a quello di Rocca Cencia, appena entrato a regime.
Rocca Cencia lo scorso anno ha trattato 66.442 tonnellate di rifiuti, ora ne lavorerà fino a 187 mila all´anno. Via Salaria, invece, è autorizzata per 360 mila tonnellate. “Sempre entro la prima metà del 2008 – continua Hermanin – devono entrare in funzione i due impianti di trattamento del Cdr di Manlio Cerroni, a Malagrotta”.
La classifica della raccolta differenziata municipio per municipio pro-capite (kg/abitante).
Periodo gennaio/settembre 2007
III municipio: 16,05 chili, 882 tonnellate per 54.944 abitanti;
XI municipio: 15,01 chili, 2.063 tonnellate per 137.394 abitanti;
XVII municipio: 14,40 chili, 1.046 tonnellate per 72.636 abitanti;
IX municipio: 13,83 chili, 1.785 tonnellate per 129.047 abitanti;
II municipio: 12,95 chili, 1.602 tonnellate per 123.711 abitanti;
XVI municipio: 12,46 chili, 1.789 tonnellate per 143.518 abitanti;
XII municipio: 12,01 chili, 2.038 tonnellate per 169.628 abitanti;
XIII municipio: 11,56 chili, 2.404 tonnellate per 208.067 abitanti;
X municipio: 11,31 chili, 2.048 tonnellate per 181.043 abitanti;
VI municipio: 10,61 chili, 1.349 tonnellate per 127.216 abitanti;
IV municipio: 10,59 chili, 2.140 tonnellate per 201.197 abitanti;
V municipio: 10,02 chili, 1.826 tonnellate per 182.298 abitanti;
XV municipio: 9,60 chili, 1.456 tonnellate per 152.509 abitanti;
VII municipio: 9,56 chili, 1.177 tonnellate per 123.079 abitanti;
I municipio: 9,11 chili, 1.115 tonnellate per 122.458 abitanti;
XIX municipio: 8,98 chili, 1.635 tonnellate per 182.003 abitanti;
XX municipio: 8,49 chili, 1.272 tonnellate per 149.849 abitanti;
XVIII municipio: 7,07 chili, 962 tonnellate per 135.981 abitanti;
VIII municipio: 6,73 chili, 1.422 tonnellate per 211.160 abitanti.
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