Con Discopiù musica nuova e senza confini a Centocelle

In via dei Platani 37 e, ovunque, on line

Un negozio, molto particolare, fin dalla sua nascita, ed un titolare, Fabio Mosera che porta con sé la simpatia e l’apertura ai rapporti umani, quasi un marchio di fabbrica ereditato da suo padre Sergio e da sua madre Franca, nel lavoro precedentemente svolto presso la libreria Arethusa di viale della Primavera. Da qui Fabio ha spiccato il volo, dopo una lunga fase di preparazione, aprendo in via dei Platani 37 un punto di ritrovo per i tanti appassionati della musica.

Ci accoglie con un aperto e franco sorriso in piedi dietro il suo bancone rotondo, una sorta di tolda di un naviglio pronto a solcare, senza soverchi timori, i tanti mari della musica e sempre pronto a individuare nella vasta esposizione i Cd, i Dvd, gli Lp, le rarità richieste di volta in volta dalla sua esigente clientela.

Fabio Mosera, come nasce quest’attività?

Dopo un lungo apprendistato nella libreria dei miei e dopo averlo ideato in tutte le sue implicazioni, nel 1990 con lo scopo di creare un polo musicale a Centocelle, visto che i negozi di dischi erano quasi del tutto assenti in zona. Decisi quindi di mettermi alla prova testando le mie capacità e con immenso sacrificio ho messo in piedi quest’attività, da solo, senza paracadute.

Difficoltà?

Al momento dell’apertura, complice anche la mia giovane età, non davo troppo peso ai problemi derivanti dalle dinamiche commerciali che mutano in continuazione. Poi ho imparato a confrontarmi con queste e l’amore per la musica e la voglia di rinnovarsi mi hanno permesso di non rimanere vittima della chiusura che in massa che ha colpito i tradizionali negozi di dischi.

Il momento più difficile?

A creare grossi problemi a questo settore è stato sicuramente l’avvento della masterizzazione manifestatosi parallelamente all’attuale crisi nel nostro paese. Anche se sostengo che per contrastare questo momento sia necessario guardare al futuro utilizzando nuove tecnologie. La staticità può portare solo alla chiusura.

Come sei riuscito a scongiurarla?

Acquistando all’estero grazie ad internet e gestendo il mio portale www.discopiuonline.com. In questo modo riesco a tenere il passo con l’evoluzione dei prodotti e ad avere una clientela molto più vasta.

Come si è evoluta la clientela in questi anni?

Centocelle ormai rappresenta solo una piccola fetta della clientela di Discopiù. Grazie al nostro progetto estremamente innovativo di prenotazioni di rarità che siamo in grado di procurarci celermente e con l’uso avveduto della rete possiamo vantare clienti che vanno oltre la città di Roma. E il nostro è un servizio di successo che si estende ormai a tutta l’Italia ricevendo grandi consensi.
Anche per quanto riguarda i gusti musicali si è manifestata una grande evoluzione, ma mentre chi ancora è alla ricerca della novità si dirige ormai alla grande distribuzione, chi desidera acquistare la rarità viene da noi e solo da noi perché sa che qui può trovarla senz’altro.

Come ricordi il quartiere alle soglie degli anni Novanta?

Quando ho aperto la mia attività era ancora presente il mercato di piazza dei Mirti e la popolazione che frequentava questa zona era composta prevalentemente da persone anziane. Adesso Centocelle sta subendo un naturale mutamento con l’arrivo di extracomunitari, anzi di nuovi italiani e vedo anche un ritorno di famiglie giovani. Non per questo però Centocelle ha perso quella sua connotazione e fisionomia da “paese” all’interno di una grande città. Lo trovo, intendiamoci,un aspetto positivo che lo rende gradevole e vivibile.

Un consiglio da dare ai giovani che vogliono intraprendere un’attività imprenditoriale?

Per portare avanti questo percorso bisogna seguire tre cose fondamentali: sacrificio, dedizione e passione. Senza queste tre doti fondamentali non si va da nessuna parte e sarà davvero difficile poter andare avanti e non rimanere vittima delle mutevoli dinamiche commerciali.  

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