

Tre foto scattate da Rodrigo Pais, alla fine degli anni sessanta, all'interno del Borghetto Prenestino e la poesia "Al sole"
Sono tre foto scattate da Rodrigo Pais, alla fine degli anni sessanta, all’interno del Borghetto Prenestino, situato tra la stazione Prenestina e via della Venezia Giulia (attuale V Municipio).
Le baracche furono abbattute nel 1980, per ordine del Sindaco Luigi Petroselli, dopo che ai baraccati furono assegnate le case di edilizia economica e popolare fatte costruire dal Comune di Roma.
Al posto del Borghetto fu costruito un parco pubblico, intitolato a lui, al poeta degli ultimi, a colui che aveva dato loro voce e volti nei suoi romanzi e nei suoi film: il parco Pier Paolo Pasolini, voluto e inaugurato nel 1981 da Luigi Petroselli.
Pasolini aveva conosciuto e frequentato i borghetti fin dal suo arrivo a Roma e non si scordò di loro, neanche quando divenne ricco e famoso e andò ad abitare in quartieri “borghesi”, prima a Monteverde e poi all’EUR.
In molte sue poesie (ricordo la più famosa: “Pianto della scavatrice“) ci descrive la vita miserabile dei baraccati.
Anche in una poesia che fa parte della raccolta “La religione del mio tempo” (1961) e intitolata “Al sole” ritorna su questo argomento, con versi ricchi di pathos e di armonia.
Li trascrivo qui:
Al sole
Solo un grandissimo poeta civile, come Pier Paolo Pasolini, poteva sentire, come propri, il dolore e l’angoscia di quei baraccati umili e dimessi. Solo un elevatissimo letterato ed artista poteva scrivere di un “cielo disperato” e di un “arcano sciopero” del sole, infinitamente lontano da quei tetti di lamiera e di fradicio legname, e da quegli sterri e prati “zeppi di canne e d’immondezza”.
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