

Fatti e misfatti di marzo 2013 di Mario Relandini
Consultazioni 1
“I nuovi Presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso – si è appreso al Quirinale – hanno espresso, al Presidente della Repubblica impegnato nelle consultazioni, l’urgente necessità di dare un Governo al Paese”.
Ma per limitarsi a questo, in tempi in cui tutti si esprimono per risparmiare tempo e danaro, non sarebbe stata sufficiente una breve telefonata?
Consultazioni 2
“Quando la delegazione “5 stelle” sarà ricevuta al Quirinale – ha preannunciato Beppe Grillo – i due capigruppo del “Movimento” alla Camera e al Senato verranno accompagnati da lui”.
Beppe Grillo, dunque, ha ritenuto opportuno cambiare tattica: considerato che il marcamento a zona – dopo l’autogol dei voti al nuovo Presidente del Senato – non si è rivelato vincente, ha deciso di passare al marcamento stretto a uomo.
Consultazioni 3
“Mario Monti – hanno fatto sapere dalla lista “Scelta civica” – non era nella delegazione che è stata ascoltata dal Capo dello Stato”.
Il motivo? Quello ufficiale è per un motivo di correttezza istituzionale. Quello vero è che, ormai, Mario Monti e Giorgio Napolitano non si possono più vedere. La delegazione di “Scelta civica”, comunque, è stata incaricata di indicare, per l’immediato, un Governo stabile, di larghe intese e, anche, di “geometrie variabili”. “Geometrie variabili”? Guidato allora, magari, da Euclide o da Cartesio.
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