Contratto di Fiume per l’Aniene. Verso la firma 

Antonio Barcella - 27 Gennaio 2022

Il lavoro delle associazioni e della Comunità Montana per l’Aniene per il Contratto di fiume volge al termine e, se tutto andrà secondo il cronoprogramma, a fine febbraio il documento sarà firmato presso gli uffici della Regione Lazio.

Il 25 gennaio 2022 si è svolta l’assemblea conclusiva che ha ratificato oltre 110 proposte di azione per il fiume Aniene suddivise per tratti di bacino (Alta valle, media valle, bassa valle). Il relatore Dr. Giancarlo Gusmaroli ha illustrato le iniziative che, in gran parte, si ripetono in maniera similare per tutto il percorso del fiume. Elenchiamo quelle più importanti:

• Riequilibrio idrogeologico dell’alto corso del fiume Aniene
• Riqualificazione integrata idraulico-ambientale e valorizzazione fruitiva per tutti i tratti del fiume e i suoi affluenti con l’idea di creare un Parco dell’Aniene
• Rimozione rifiuti e riqualificazione dei fossi
• Creazione di percorsi ciclopedonali intercomunali
• Organizzazione di attività di navigazione turistica e sportiva (kayak, canoa, rafting)
• Estensione della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene per i Comuni oltre il G.R.A.
• Creazione di punti di Imbarco/Sbarco sul fiume
• Riforestazione urbana
• Sistema di monitoraggio ambientale

In particolare per il nostro territorio vi segnalo:
Realizzazione di connessione ciclopedonale dalla Cervelletta a Lunghezza nel IV Municipio

LA STORIA DEL CONTRATTO DI FIUME

Il processo di governance del Contratto di Fiume Aniene nasce nel 2002 dall’esperienza del Forum per l’Aniene, promossa da un nucleo di associazioni locali (aggregate nel Comitato per l’Aniene) interessate alla tutela e alla qualità del fiume. Attraverso un percorso di dibattito e confronto continuo, l’impulso dato da questa iniziativa porta alla formazione di una rete informale di soggetti a vario titolo interessati alla gestione del corso d’acqua, che – a partire dal 2015 – arriva a coinvolgere gli Enti locali e, successivamente, gli Enti sovralocali, anche grazie al ruolo istituzionale della Comunità Montana dell’Aniene che intraprende, di concerto con tutti i soggetti promotori e aderenti al percorso, il ruolo di coordinamento. Questo lavoro di costruzione del partenariato, grazie anche all’impulso dato da una analisi dei portatori di interesse effettuata in relazione alle questioni in gioco nella gestione dell’Aniene e della sua valle, matura nel 2018 con la formalizzazione del Documento di Intenti per il Contratto di Fiume dell’Aniene, che vede la sottoscrizione da parte di più di 70 soggetti pubblici e privati con un continuo aggiungersi di firmatari che registra tutt’ora un progressivo allargamento della rete.
Tutto il percorso preparatorio è stato caratterizzato da un approccio trasparente, inclusivo e aperto, con strumenti web di comunicazione gestiti dalle associazioni e dalla Comunità Montana, nonché con somministrazione di questionari e periodici incontri che hanno consentito di condividere la conoscenza dello strumento del Contratto di Fiume e adattare lo stesso alle specificità del territorio dell’Aniene.
L’analisi dei portatori di interesse è stata effettuata con approccio “palla di neve”, favorendo la capitalizzazione delle reti già esistenti a livello locale e sovralocale.
La costruzione del partenariato è stata possibile grazie al capillare lavoro delle associazioni promotrici, unito all’iniziativa istituzionale della Comunità Montana dell’Aniene.
La combinata azione di questi due livelli di coinvolgimento dei portatori di interesse ha consentito di allargare la base di soggetti aderenti all’iniziativa e di formulare un documento di intenti che ha definito compiutamente gli obiettivi e la struttura organizzativa per la governance del Contratto di Fiume.
L’informazione è gestita mediante predisposizione di documenti sintetici, non tecnici e ad ampio target di riferimento, su web (pagine web, canali social e mailing list). La partecipazione è impostata in modo da consentire il coinvolgimento attivo dei portatori di interesse, in tutte le fasi di lavoro a partire dalla condivisione dei temi di discussione e delle modalità di lavoro, in parte anche autogestite da gruppi tematici che possono affiancare le tappe programmate del percorso. Le tecniche partecipative adottate nelle fasi iniziali hanno consentito di far emergere le questioni maggiormente rilevanti per le comunità locali, evidenziando punti di forza e di debolezza tanto nelle condizioni attuali del bacino idrografico (qualità ambientale, rischio idraulico, sviluppo locale) quanto nei processi di governo e gestione che le regolano. Le tecniche partecipative che caratterizzeranno le fasi successive di lavoro saranno opportunamente selezionate dall’ampio menu disponibile in letteratura, in funzione delle esigenze territoriali che man mano verranno a configurarsi.


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