

Il Campidoglio ferma il piano per la nuova strada: servono costose opere idrauliche verso l'Aniene
L’incubo dell’isolamento viario continua a gravare sul futuro di Giardini di Corcolle, popoloso insediamento della periferia est di Roma.
Da decenni la problematica strutturale del quartiere rimane immutata: entrare e uscire dal quadrante residenziale rappresenta un’odissea quotidiana per migliaia di automobilisti, costretti a incanalarsi in un unico e insufficiente imbuto stradale.
Nelle ultime ore il Campidoglio ha varato un piano d’emergenza che, se da un lato sblocca i cantieri per la messa in sicurezza di via di Lunghezzina, dall’altro congela a tempo indeterminato il tanto atteso progetto per la realizzazione di una seconda via d’accesso alla borgata.
Giardini di Corcolle si sviluppa a partire dagli anni Sessanta come nucleo urbano spontaneo a ridosso della via Polense.
Nel corso dei decenni la crescita demografica ed edilizia è stata esponenziale, trainando l’apertura di attività commerciali, scuole e uffici pubblici, a fronte però di una rete infrastrutturale rimasta ferma all’epoca dei primi insediamenti.
Oggi l’intero flusso veicolare del quartiere è obbligato a transitare lungo l’unico asse di collegamento rimasto, quello che unisce via Polense a via Sant’Elpidio a Mare, una strettoia logistica che collassa regolarmente durante le ore di punta del mattino e del rientro serale.
Per superare l’impasse, l’amministrazione comunale aveva stanziato un budget iniziale di circa 550mila euro destinato ai rilievi e ai primi scavi per la nuova arteria.
I successivi carotaggi e i carichi di studio idrogeologico eseguiti dai tecnici comunali hanno però evidenziato uno scenario ben più complesso del previsto: la realizzazione della strada richiede imponenti opere di ingegneria idraulica per garantire il corretto convogliamento delle acque piovane verso il bacino del fiume Aniene.
Si tratta di interventi dai costi proibitivi, che richiedono stanziamenti straordinari non disponibili nelle casse del dipartimento.
Di fronte al deficit di bilancio, Palazzo Senatorio ha scelto di rimodulare i fondi esistenti, dirottandoli sulla manutenzione straordinaria della viabilità attuale.
Le risorse saranno interamente impiegate per il rifacimento profondo di via di Lunghezzina, un’arteria strategica di quasi sei chilometri quotidianamente sollecitata dal passaggio di mezzi pesanti e tir diretti verso i caselli dell’autostrada A24.
La carreggiata, segnata da profondi avvallamenti e cedimenti strutturali del sottofondo, sarà riasfaltata nei tratti più ammalorati nel corso di un cantiere della durata stimata di tre mesi.
Per i residenti si tratta però dell’ennesimo tampone: la richiesta di un secondo varco d’uscita resta prioritaria, ma per vederla realizzata occorrerà riscrivere il progetto e intercettare coperture finanziarie ben più cospicue.
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