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Crisi auto, il Lazio firma il patto di Bilbao: «Serve un fondo UE contro il rischio marginalità di Cassino»

Vertice europeo dell'Alleanza delle Regioni Automotive. Documento congiunto a Bruxelles per la neutralità tecnologica

Dall’asse istituzionale di Roma ai tavoli internazionali della Spagna, con l’obiettivo di blindare il futuro industriale del territorio e frenare lo spettro della disoccupazione.

Dopo il Consiglio straordinario dedicato alle sorti di Stellantis e i recenti vertici con il governatore Francesco Rocca e il ministro Adolfo Urso, la Regione Lazio ha assunto un ruolo centrale a Bilbao nell’ambito del summit dell’ARA (l’Alleanza delle Regioni Automotive europee), la coalizione che raggruppa i principali distretti produttivi continentali del comparto automobilistico.

Al centro del vertice bilaterale c’è stata la sottoscrizione di un manifesto programmatico unitario indirizzato alla Commissione Europea.

Un appello d’urgenza per chiedere a Bruxelles un pacchetto di riforme strutturali a tutela della filiera manifatturiera europea, degli attuali livelli occupazionali e della galassia di piccole e medie imprese che compongono l’indotto.

Il Manifesto di Bilbao: i pilastri per la transizione dell’auto

La dichiarazione comune siglata in terra basca traccia una precisa linea di demarcazione rispetto alle attuali politiche comunitarie, invocando un approccio pragmatico e meno ideologico alla transizione ecologica.

L’alleanza delle regioni ha sintetizzato le proprie rivendicazioni in alcuni punti cardine: il rilancio della competitività manifatturiera, la riqualificazione delle competenze della forza lavoro, il sostegno finanziario alle catene di fornitura e la salvaguardia del Made in Europe.

Su tutti, spicca la richiesta di applicare il principio della neutralità tecnologica e l’istituzione di un Fondo europeo per l’automotive inserito nel prossimo bilancio dell’Unione, unito a un drastico piano di deburocratizzazione.

Il caso Cassino e il calendario dei tavoli istituzionali

La partita internazionale si intreccia inevitabilmente con le tensioni che avvolgono lo stabilimento Stellantis di Cassino.

La vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha formalizzato la convocazione di un tavolo con le parti sociali e i sindacati di categoria per il prossimo venerdì 29 maggio.

L’incontro alla Pisana servirà a definire una piattaforma comune in vista della cruciale scadenza del 16 giugno — data in cui sono previsti i faccia a faccia aziendali di Stellantis in Italia — e del successivo tavolo nazionale convocato a luglio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

L’obiettivo della giunta Rocca è stringere i tempi per costringere i vertici del gruppo automobilistico a scoprire le carte, anticipando la presentazione dettagliata del piano industriale per il sito ciociaro. L’attuale fase di stasi e il ricorso agli ammortizzatori sociali stanno infatti generando profonda apprensione tra le tute blu e mettendo in ginocchio le aziende della componentistica locale.

«Abbiamo unito le forze con i grandi distretti europei per chiedere a Bruxelles un cambio di passo immediato e una strategia industriale condivisa, superando la frammentazione delle risposte nazionali che mina la competitività generale», ha commentato a margine Roberta Angelilli.

«Durante i lavori abbiamo posto l’accento sul valore e sull’eccellenza dello stabilimento di Cassino, un impianto che oggi sconta un preoccupante sottoutilizzo e che non può essere marginalizzato dalle strategie globali di Stellantis».

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