

Siamo dunque all’ennesimo protocollo d’intesa per una città più buona e giusta. A firmarlo sono il sindaco-messia Walter Veltroni e, tra gli altri, i costruttori romani riuniti nella loro associazione di categoria, l’Acer, i quali da questo momento giurano solennemente di rispettare e far rispettare i contratti sul lavoro e le norme sulla sicurezza nei cantieri.
A qualcuno potrà sembrare la messa in scena di un dovuto ravvedimento da parte dei due attori protagonisti della lunga stagione di appalti affidati ad aziende che sfruttano i lavoratori.
Ma i firmatari ci tengono a rassicurare che davvero sta iniziando "la nuova stagione", come infatti incitano beneauguranti anche gli spot veltroniani per la guida del PD e del Paese.
Nei titoli dell’Ansa e dei giornali riportanti la notizia si parla addirittura di "nuove regole". Quasi a dire che fin qui quelle adottate dal Comune di Roma per assegnare un appalto o una fornitura di servizi, non prevedessero, accanto al requisito dell’offerta più vantaggiosa, anche quello del rispetto delle leggi dello Stato.
Stupore. Lo stesso che si proverebbe di fronte a un’intesa fra delle società di calcio per mettere al bando il doping.
Un’assurdità pleonastica, che cela la clamorosa ammissione di avere fin qui ignorato ciò che non si poteva ignorare. Ma tanto è.
Il Comune mette le mani avanti probabilmente perché lo scorso agosto è stato aperto il vaso di Pandora.
Dalle colonne del Corriere della sera è partita un’inchiesta sulle condizioni di lavoro nei cantieri di Roma, che ha rivelato una realtà inquietante ed assai imbarazzante per l’amministrazione. Dappertutto, nelle decine di siti ispezionati, sia di pubblica concessione che privati, sono emerse gravissime irregolarità, nelle condizioni di sicurezza e in quelle contrattuali. Centinaia i lavoratori senza contratto e sprovvisti dei minimi dispositivi di protezione personale. Una preoccupante diffusione del caporalato, soprattutto in periferia, teatro di reclutamento di lavoranti avventizi, privi di garanzie di occupazione continuativa e con misere paghe giornaliere.
Il dato che emerge è chiaro e indiscutibile: l’assoluta inconsistenza dei mezzi dispiegati dal Comune di Roma per garantire la legalità sul proprio territorio.
Ad esempio, esiste un "Osservatorio comunale sull’occupazione e le condizioni di lavoro", i cui funzionari hanno fin qui dichiarato candidamente ai cittadini autori di segnalazioni di non disporre delle necessarie risorse umane e finanziarie per operare i controlli sulle centinaia di cantieri aperti dal nuovo piano regolatore.
Il piano regolatore appunto. Questa creatura voluta all’unanimità dalla Giunta e a larghissima maggioranza dal Consiglio comunale, che ha allargato i confini della città su un territorio spropositato, rendendolo di fatto incontrollabile, è già gravida di conseguenze economiche e sociali, di cui lo scandalo sulla sicurezza nei cantieri rappresenta solo un altro esempio, che l’amministrazione cerca puntualmente di dissimulare. In questo caso firmando il protocollo delle "nuove regole", che ha tutta l’aria di una mera operazione di restyling mediatico a proprio vantaggio e degli amici costruttori, cui evidentemente si deve gratitudine eterna per aver lanciato la "locomotiva d’Italia", che tanto ha giovato all’immagine di Veltroni e alla cui buona coscienza ci tocca raccomandare i lavoratori.
S.P.
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