Culinaria. Il gusto dell’identità

Il convegno organizzato dalla Regione Lazio il 21 febbraio presso La Sala della Società geografica di Palazzetto Mattei

Si è svolto con successo il 21 febbraio, presso La Sala della Società geografica di Palazzetto Mattei, il convegno organizzato dalla Regione Lazio “Culinaria. Il gusto dell’identità”.
Dopo le relazioni introduttive dei Professori Emilio Ferracci e Paolo Giuntarelli sull’importanza degli antichi sapori locali, il dibattito si è acceso tra i partecipanti alla Tavola Rotonda coinvolgendo i numerosi ospiti.

“Un incontro molto utile e propedeutico – afferma Toni De Amicis, Vice Presidente Parco Regionale dell’Appia Antica – per individuare possibili percorsi di recupero dei nostri prodotti, delle nostre ricette e dei nostri usi che possono diventare attività economiche di grande significato culturale”.
“E’ emerso con chiarezza dall’iniziativa – prosegue Massimo Pallottini, Presidente Arsial – l’importanza di lavorare sul mantenimento della tradizione anche per l’economia del territorio. Il piacere del mangiare può essere anche un volano per la nostra economia”.

Significative anche le dichiarazioni di Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura Roma e Massimo Gargano, Presidente Coldiretti Lazio.
“Per Confagricoltura Roma – afferma Giansanti – è strategica la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche della città e del territorio circostante, perché riteniamo che attraverso l’utilizzo dei prodotti locali si possa favorire uno sviluppo economico del territorio che oggi le imprese agricole richiedono”.
“Iniziativa assolutamente positiva e coraggiosa – afferma Gargano a margine dell’incontro – che fonda le eccellenze agricole, storiche e culturali del territorio. Un nuovo modello per sviluppare l’economia nell’era globale mettendo le radici nell’identità territoriale. L’idea lanciata da Coldiretti Lazio di una settimana della cucina romanesca potrebbe essere una spinta modernissima per far conoscere questi valori di identità”.

"Roma è la città laziale che vanta la più importante tradizione culinaria; i romani – ha dichiarato Di Paolo delegato alle politiche Agricole – hanno sempre snobbato le manipolazioni troppo complicate del cibo, preferendo invece una cucina popolare e rustica che riprende quella della Roma Antica, legata alla pastorizia ed ai prodotti della terra.
Una politica di recupero delle tradizioni culinarie può trovare una sua traduzione concreta nelle tavole della ristorazione romana cogliendo l’opportunità, centrale per l’economia della nostra città, di coniugare qualità della produzione e dei servizi e reddito per gli operatori del settore nonché quello di valorizzare il ruolo centrale delle imprese agricole in una città che è in prima fila nel tentativo di fondere i principi della sostenibilità con quelli della qualità e del benessere collettivo".

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