Da Pietralata a Colli Aniene e ritorno

In viaggio per Roma periferica
V. L. - 4 Gennaio 2020

Camminando (il buon giornalismo si fa con i piedi, cioè consumando e sporcando le scarpe) e fotografando ieri 3 gennaio 2020 ho rilevato un po’ di cose che non vanno e provato anche gli effetti salutari di una passeggiata.

Purtroppo la mia vita si sta facendo troppo sedentaria e questo mi priva, tra l’altro, di una conoscenza diretta dei problemi che affliggono i nostri quartieri ed anche della conoscenza di fatti ed eventi positivi che pure non mancano.

Ho notato ad esempio che nelle vie che ho attraversato (via Matteo Tondi, metro e chiesa Santa Maria del Soccorso, Tiburtino III, via Grotta di Gregna, via Tamburrano, viale Togliatti lato destro, viale Sacco e Vanzetti, via Mozart, Santa Maria del Soccorso e di nuovo via Tondi) il clima di festa non è esaltante, anzi a voler essere più precisi ho notato una grande “mosceria” con addobbi natalizi risicatissimi e negozi poco affollati.

Lungo il percorso mi sono imbattuto in cassonetti traboccanti di rifiuti nauseabondi ed anche ingombranti (un frigo ed altro) per giunta, davanti a una pasticceria e davanti ad un complesso di scuole in piazza Sacco.

Qui ho dato un’occhiata panoramica e ho visto, precipitato nella desolazione e sommerso dalle erbacce, il piccolo parchetto chiuso da tantissimi mesi, circondato da una recinzione semidivelta e da una vegetazione che ha ricoperto una palina del bus, ho anche visto la via dell’ex mercato liberata dalle lamiere e circondata da macchine in sosta.

Cosa diventerà la piazza del mercato non è dato finora sapere.

Riprendo il cammino e mi avvio verso la fermata della metro B Santa Maria del Soccorso la cui scalinata d’accesso è preceduta da un corrugato di asfalto che invita allo scapicollo se un poco poco ci si distrae, un gradino della scalinata è sbeccato (da un vandalo insensato) e minaccia l’incolumità di chi scende senza tenere gli occhi aperto.

Il piazzale di ingresso ha in bella mostra delle transenne che custodiscono una riparazione che minaccia di non farsi se non dopo anni, più di quelli già trascorsi. La sensazione di abbandono (nonostante il murale) e anche, ahimè, di sporcizia ci accompagna nella discesa verso via Tiburtina che attraverso per dirigermi verso la chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Superata la chiesa mi inoltro nelle case popolari di Tiburtino III ed esco su via Grotta di Gregna, dirigendomi in via Tamburrano e da qui sotto i portici di viale Palmiro Togliatti sotto i quali non vedo festoni e luminarie.

Solo qualche addobbo circonda la mega farmacia all’angolo con viale Santi. Supero l’Ufficio Postale e sono di nuovo sotto i portici.

Solo i negozi di Pelini da un po’ di tono ad una via  un tempo molto più vivace ed animata.

Sono in viale Sacco e Vanzetti e allungo uno sguardo alle vetrine dei negozi, ma mi distrae subitola desolazione dell’incuria della folta alberatura di lecci che dopo l’ultimo piccolo uragano ha perso alcuni alberi tristemente scaraventati in terra e avvolti da un nastro segnaletico che preannuncia una permanenza dell’incuria per un tempo imprecisato.

Fortunatamente il tempo è bello. Freddo il giusto. La passeggiata è gradevole dal punto di vista salutistico.

Sono di nuovo al Tiburtino terzo, in via Mozart, e non resisto a non fare visita per un saluto agli amici della Sogester che tanto si adoperano per mantenere vivo e vivace culturalmente i quartieri con le loro iniziative (Benvenuta Primavera, l’Arte nel Portico, ecc.).

Saluto, cento metri più in là, anche l’amico Tommaso Colapietro di Cat Sport nonché organizzatore di un bell’evento sportivo di grande richiamo quale il “Corriamo al Tiburtino”.

Infine, un po’ stanco risalgo, mentre il buio è calato, la scalinata che porta alla stazione della metro B e a via Matteo Tondi per tornare in sede.

Alla prossima.

 

V. L.


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