Da Pietralata all’Acqua Sacra nel quartiere di Montesacro

Vincenzo Luciani - 23 Luglio 2020

Martedì 21 luglio 2020

Passeggiata di due ore e mezza martedì 21 luglio 2020 lungo il fiume e poi percorrendo tutta via Monte Nevoso che sovrasta l’ansa dell’Aniene e poi via Gottardo. Qui gli storici collocano il celebre Monte Sacro che ha dato nome al quartiere. Ho percorso la lunga via fino a piazza Menenio Agrippa (quello dell’apologo). Poi da via Nomentana ho ripreso la via del ritorno dal parco in prossimità di via Sannazzaro.

Mi ha colpito molto la prima scritta, e ci sto riflettendo. Voi che ne pensate?

L’ho incontrata in via Monte Nevoso, una via molto lunga che termina in piazza Menenio Agrippa. La scritta recita: “L’amore non è colmare vuoti ma costruire spazi”. Lo stesso autore più avanti nella via ci regala quest’altra scritta un po’ scontata e risaputa: “Svegliati dal sogno e realizza la vita”.

Un opportuno cartello mi informa sulla parte di territorio che sto attraversando.

Sono all’altezza del Meandro dell’Acqua Sacra e didascalicamente mi informa ancora che “il termine meandro indica un’ansa che il fiume fermo nel suo tratto finale, quando a causa della debole pendenza ed una velocità di scorrimento ridotta, non riesce a vincere la resistenza dei terreni più coerenti e li aggira disegnando un percorso sinuoso. Qui nel cuore del quartiere di Monte Sacro, area collinare utilizzata in tempi antichi per le funzioni religiose, l’Aniene forma uno dei suoi meandri più importanti”. Il fiume scorre lento più in basso ed è la prima volta che lo osservo dall’alto del Monte Sacro nascosto nella folta vegetazione che contrasta e si prende qualche rivincita sulla violenza subita dalla grande speculazione edilizia.

Un cartello mi informa che siamo vicini alla Fonte dell’Acqua Sacra via Passo del Furlo 57

23 luglio 2020

Questo cartello mi aveva stuzzicato durante la passeggiata del 21 e quindi oggi 23 luglio nuovo passeggiata con l’obiettivo di scoprire e bere la famosa Acqua Sacra. Ci sono arrivato con i miei potenti mezzi pedestri percorrendo la ciclopedonale che da Ponte Mammolo conduce a Ponte Nomentano che ho più volte descritto, ma questa volta ho puntato dritto allo scopo. Manco a dirlo più volte il fiume mi ha costretto ad arrestarmi. In particolare nella parte in cui l’acqua appare ferma e dove starnazzano germani e si avverte forte il gracidio delle rane.

Con qualche piccola divagazione.

A me piace scoprire sempre nuovi percorsi e quindi dopo il km 3,200 ho camminato su un sentiero che corre parallelo per un tratto alla ciclopedonale che costeggia il fiume Aniene e che poi si inerpica verso il Monte Sacro. Sono uscito da questo nuovo sentiero all’altezza di via Monte Fantino e sono salito in via Picco Tre Signori (chi saranno stati questi Tre Signori?

Mi informerò) e seguendo questa via mi ha fortemente incuriosito questo edificio con questa bella e invitante scritta incisa nel frontale: Pusilla Domus, at quantumlacumque est, amicis dies noctesque patet (Una piccola casa, ma sempre aperta agli amici notte e giorno).

“Casa Giocosa”

E’ al civico 14 di Via Picco Tre Signori, l’ho fotografata per promemoria ho fotografato oltre all’edificio anche la targa e, vi confesso mi ha colpito molto il nome “Casa Giocosa”.

Una volta rientrato in sede mi sono documentato per voi sul sito http://www.casagiocosa.it/casa_giocosa_web/HOME.html e ho appreso quanto segue:

Il Centro di Riabilitazione “Casa Giocosa” vanta un impegno storico nel campo della riabilitazione a favore dei disabili mentali. Fondato a Roma nel 1949 dalle sorelle Francesca e Teresa Mineo è oggi amministrato e diretto da Gianfranco Santoro, discendente delle fondatrici.Durante gli anni ’50 diviene il primo Centro privato in Italia interamente orientato al lavoro psicopedagogico su bambini con difficoltà dello sviluppo neuro-cognitivo, nonché una delle prime scuole sperimentali “speciali” nel campo della riabilitazione.

 “Casa Giocosa”, in questi lunghi anni di difficile ma instancabile attività, si è sempre avvalsa della collaborazione di nomi illustri della Neuro-Psichiatria Infantile, tra cui i Professori Bollea, Novelletto, Benedetti, De Lellis, Mayer. I professionisti che fanno oggi parte del Team di “Casa Giocosa” (Medici, Psicologi, Assistenti Sociali, Educatori Professionali, Logopedisti, Pedagogisti, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Terapisti Occupazionali) si occupano di aspetti differenti del lavoro riabilitativo ed operano quotidianamente in Equipe Multidisciplinari.

Essi agiscono all’interno di una concezione del lavoro basata sull’integrazione delle diverse professionalità  il cui fine primario è il benessere dell’utente. Nel 1978 il Centro è stato autorizzato ai sensi delle vigenti leggi sanitarie con decreti del Medico Provinciale di Roma e successivamente del Presidente della Giunta Regionale del Lazio come Centro di Riabilitazione ex art. 26 legge 833/1978; già convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.). Accreditato presso la Regione Lazio con D.C.A. n. U00466 del 21/11/2013 Il Centro è autorizzato e accreditato per trattamenti di riabilitazione in regime Semi-Residenziale per 80 utenti e in regime Non Residenziale per 50 terapie giornaliere. Il regime Semi-Residenziale (Degenza Diurna) è rivolto ai pazienti adulti (oltre i 16 anni) ed è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 8.00 alle 16.00. La tipologia dei pazienti presi in carico, riguarda tutta l’area della disabilità psichica: Ritardo Psicomotorio e Ritardo Mentale (sia secondario a cerebropatie congenite o neonatali di varia eziologia, sia secondario a patologie genetiche) con esclusione di soggetti affetti da epilessia farmaco-resistente e/o scarsamente controllata da farmaci e di soggetti con gravi disturbi del comportamento. Il regime Non Residenziale (Ambulatorio) è rivolto invece ai piccoli pazienti di età compresa tra 0 e 16 anni ed è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 18.00, erogando terapie Neuromotorie, Psicomotorie, Logopediche, Cognitive/Neuropatologiche ed Interventi Educativi.

Scusate la lunghezza dell’informazione, ma ritengo che in questa maledetta fase del Covid, che ci sta mettendo tutti a dura prova, quanto sopra potrebbe tornare utile a sapersi

All’Acqua Sacra

Ma il mio obiettivo era l’Acqua Sacra. Obiettivo raggiunto in via Passo del Furlo 57 che incrocia via Picco Tre Signori.

Qui giunto il Prof. Mario Talenti mi informa da una scritta che “L’acqua Sacra di Roma, minerale naturale, lievemente effervescente, batteriologicamente pura alla sorgente, presenta proprietà dissetanti, digestive e diuretiche.” 

La sete mi spinge subito verso una delle due file di cannelle da una delle quali attingo piacevolmente con le mani a concolina acqua lievemente frizzante. L’addetta all’ingresso che non avevo notato e alla quale ho cercato di avere delle spiegazioni, mi ha allungato un bicchiere invitandomi a bere e avendogli io confessato che già mi ero servito con le mani mi ha gentilmente fatto notare che così non si fa.

E poi mi ha offerto un piccolo depliant nel quale ci sono notizie sommarie sulla fonte e sugli orari. Qui ci si può rifornire con proprie bottiglie (0,90 al litro il costo) oppure acquistandole ad un modico prezzo direttamente qui.

Il sito https://www.acquasacra.it/ fornisce molte altre informazioni. Ne riporto alcune per mia e vostra conoscenza:

“Tra le tantissime cose per cui Roma è famosa ci sono sicuramente gli acquedotti e le sorgenti. Ed è proprio da una di queste sorgenti, situata a Monte Sacro, nel cuore della città eterna, che sgorga l’Acqua Sacra, un’acqua minerale purissima caratterizzata da una leggera effervescenza naturale.

Il pozzo di captazione dell’Acqua Sacra fu perforato nel 1911. Da allora la fonte ha fornito costantemente un’acqua purissima, di media mineralizzazione e dal gusto gradevolissimo. La sua purezza microbiologica continua ad essere confermata dalle analisi e dai controlli che sono sistematicamente eseguiti a scadenze regolari presso Laboratori Universitari qualificati.

Come fa una sorgente collocata nel centro di Roma a dare un’acqua purissima? In realtà l’Acqua Sacra proviene da falde alimentate in aree lontane, non urbanizzate e protette da strati impermeabili di argilla di spessore superiore a 20 metri. Se ci tieni a portare sulla tua tavola solo i prodotti di qualità migliore, se desideri un’acqua che ti aiuti a mantenere il benessere tuo e della tua famiglia, Acqua Sacra è proprio quello che stavi cercando!”

Raggiunto l’obiettivo ho ripreso il sentiero e in prossimità del perorso ciclopedonale ho scattato una foto panoramica delle case di via Monte Nevoso avvolte in un trionfo di vegetazione selvatica con siepi alte di rivi e saporitissime more.

E per oggi penso possa bastare


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti