

I futuri gestori dovranno occuparsi di tutto: dal salvamento alla pulizia dell’arenile, dalla gestione dei bagni all’attività di somministrazione alimenti e bevande
Dopo due stagioni di silenzio, saracinesche abbassate e profumo di mare rimasto solo nei ricordi, Castel Porziano si prepara a riaccendersi.
I cinque storici chioschi della spiaggia romana più amata torneranno ad aprire i battenti: il Campidoglio ha pubblicato il bando per la loro gestione, e se tutto andrà secondo i piani, dal 7 luglio si riparte.
Un ritorno tanto atteso quanto complicato, frutto di un percorso ad ostacoli. L’amministrazione aveva provato a imboccare la strada del project financing per rinnovare le strutture, ma il progetto si è arenato davanti al no della Capitaneria di porto.
Risultato? Una gara d’urgenza, per affidare i chioschi solo per questa stagione balneare, con un importo a base d’asta di 126mila euro. Il tempo per candidarsi stringe: le offerte dovranno arrivare entro il 30 giugno.
Nel bando, pubblicato dal Dipartimento Patrimonio, c’è molto più di una semplice concessione: ci sono regole chiare, responsabilità concrete e valori da difendere. Gli operatori – massimo uno per ciascun lotto – dovranno garantire la presenza di bagnini, la pulizia dell’arenile, il presidio notturno, i servizi igienici, l’accessibilità per le persone con disabilità e, ovviamente, l’attività di ristoro. Ma non solo: la clausola sociale prevede che vengano riassunti prioritariamente i lavoratori dei precedenti gestori.
Per partecipare servono esperienza e radicamento: almeno tre anni di attività nel settore e almeno una concessione gestita in passato. Verranno premiate anche le realtà che coinvolgono direttamente i giovani under 35, con un peso importante dato all’offerta tecnica, che conta per il 70% nella valutazione.
A sottolineare il valore di questo tratto di costa, interviene anche l’assessore al Patrimonio Tobia Zevi:
“Siamo consapevoli del ritardo, ma Castel Porziano non è una spiaggia come le altre: è un luogo simbolico, parte dell’anima popolare di Roma. Qui migliaia di famiglie hanno trascorso le estati di ieri e continuano a cercare un mare accessibile, pulito e gratuito. Abbiamo scelto la via del bando pubblico per garantire trasparenza e tutela, soprattutto delle delicate dune che rendono unica questa zona”.
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