

Fatti e misfatti di marzo 2013
Dal “bon ton” di Battiato al “bon ton” di Grillo
“Bersani, Berlusconi, D’Alema, Cicchitto, Monti, tutti padri puttanieri della politica che ci prendete allegramente per il sedere con i vostri appelli quotidiani per la governabilità – ha scritto, sul suo “blog”, il sempre più raffinato urlatore Beppe Grillo – noi “5 stelle” vi cacceremo”.
Dopo le “troie parlamentari” del cantautore Franco Battiato, dunque, i “puttanieri politici” di Beppe Grillo. Evviva il nuovo che avanza. Nel dibattito e nel confronto politico come, in generale, nel più scelto uso del vocabolario italiano. Al di là di questo, comunque, una domanda sempre più attinente: ma perché certi personaggi, invece di continuare ad aggirarsi vergognosamente sotto i riflettori delle Istituzioni e dei “media”, non tornano a tempo pieno sotto i riflettori di palcoscenici meno impegnativi e più da loro? Perché, insomma, Franco Battiato non torna completamente ai suoi concerti di piazza e Beppe Grillo alle sue esibizioni negli spettacoli di varietà? La politica, una volta, si formava nelle scuole di partito. Quelle scuole, ora, non ci sono più. Ma sembra non ci siano più – in numero sempre maggiore di casi – nemmeno le scuole del rispetto, dell’educazione, della serietà e del senso civico.
Attenti al bene
“Tutti – si è ascoltato durante le consultazioni per la formazione del nuovo Governo – vogliono il bene degli italiani”.
Perfetto. Ora, però, gli italiani stiano attenti a non farselo portare via da nessuno.
Requiescat in pace
“Se Berlusconi morisse – si è visto arrivare questo auspicio, per lettera, il vescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco – ci libererebbe da un peso”.
L’auspicio era firmato, impietosamente, da un diavolaccio di un “grillino” o di un “piddino”? No. La firma era, cristianamente, di un prete: don Paolo Farinella. La cui aspirazione alla santità – così come, magari, la sua propensione al perdono – “requiescant in pace”. Riposino in pace, cioè, almeno fino ai solenni funerali del “fratello” Silvio.
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