Categorie: Ambiente

Dati poco rassicuranti su inquinamento chimico, atmosferico, acustico e stress

Dati e ricerche scientifiche per dimostrare tante patologie connesse e la necessità di tutelare i lavoratori a rischio: benzinai, tassisti, netturbini, autisti...

Sono dati poco rassicuranti quelli emersi nel corso dei numerosi e illustri interventi che hanno reso l’International Meeting XXIX Roman Day of Occupational Medicine di giovedì 3 aprile 2008, una giornata intensa di riflessione e di dibattito sull’inquinamento urbano e sulle categorie lavorative più esposte al rischio di contrarre gravi patologie.

Le ricerche scientifiche e i dati presentati hanno mostrato il tragico impatto dell’inquinamento urbano e gli effetti letali sulla salute che troppo spesso vengono trascurati a livello legislativo e amministrativo. Questo convegno che ha gremito la Protomototeca del Campidoglio dalle 8 della mattina alle 7 di sera è stato organizzato da Francesco Tomei della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università “La Sapienza” in collaborazione con il Comune di Roma.

“L’inquinamento atmosferico miete 800.000 morti all’anno- ricorda Riccardo Crebelli, Dirigente di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità – 8.000 all’anno solo nelle 13 maggiori città italiane: sono più dei decessi per incidenti stradali. Gli agenti genotossici danneggiano il Dna cellulare inducendo effetti mutageni e cancerogeni”.

“Il traffico veicolare è il principale fattore dell’inquinamento – conferma Stefano Mastrangelo del X Dipartimento, Politiche Ambientali ed Agricole del Comune, elencando i provvedimenti presi – il blocco entro l’anello ferroviario ai veicoli euro 0, dal 2007 esteso alle due ruote a 2 tempi, e dal 2010 alle due ruote a quattro tempi; i 225 km di piste ciclabili e i 60 in progettazione; il bike sharing nella Ztl del centro; gli incentivi e le colonnine per i veicoli elettrici; i parcheggi di scambio e il car sharing; l’estensione delle zone pedonali; l’uso di energie rinnovabili per le costruzioni; il bici plan; la forestazione urbana per l’assorbimento dell’anidride carbonia; i 160 miliardi di investimenti per le reti metropolitane. Agli interventi strutturali si affiancano i provvedimenti per l’emergenza: i blocchi della circolazione delle domeniche ecologiche; i giovedì delle targhe alterne; il miglioramento della rete di monitoraggio dell’aria (www.arpalazio.net).”

Purtroppo l’avvio di questi lunghi lavori pubblici ha peggiorato la qualità degli spostamenti e della vita nel breve periodo: sono aumentati i disagi sia per l’uso del mezzo proprio che del trasporto pubblico su gomma e su ferro.

“Per creare la fiducia dell’opinione pubblica su problemi come l’inquinamento chimico ed elettromagnetico, lo stress e gli incidenti stradali – sottolinea J.C. Andrè del Cnrs di Parigi – il sindaco, a differenza di un’azienda, non può obbligare l’uso delle protezioni, ma può promuovere campagne d’informazione e di accettazione sociale del rischio. Ad esempio, sostituire il piombo della benzina con il selion bioxade ha solo prodotto il passaggio da un rischio conosciuto a un rischio di cui non sappiamo nulla.”

Meno generalisti gli altri due professori intervenuti dall’estero: l’americano M.Golberg del Program in Urban Public Health dell’Università di New York ha trattato tre casi nello specifico, il silicio, il piombo e l’amianto. Accertata la tossicità delle sostanze gli Stati Uniti hanno istituito l’Agenzia Protezione Ambientale che disciplina la materia: oltre a tute e maschere atte a limitare i danni sui lavoratori, per smantellare l’amianto si rivestono le pareti con fogli di plastica e per rimuovere il piombo dai ponti si creano zone di contenimento che impediscono il disperdersi delle particelle.

Il russo Y.F.Kanaplia, direttore dell’istituto di Radiobiologia in Bielorussia, ha riferito che i radionucleotidi diffusi dopo la catastrofe nucleare di Chernobill continuano a produrre danni sulla salute soprattutto in Europa del Nord, in Ucraina e nel Mar Nero e anche in Italia dove Alpi e Appennini hanno fermato la nube gassosa. Si sono rilevati molti casi di problemi alle ghiandole tiroidee, alle mammarie,catarratte e malattie osteoarticolari.

L’inquinamento chimico, acustico e atmosferico produce sulla salute una molteplicità di patologie spesso non direttamente connesse che minano la salute di tutti e che dovrebbero indurre a un autodisciplinamento nell’uso di veicoli e prodotti inquinanti e all’utilizzo di adeguati strumenti di tutela dei lavoratoti esposti a rischio.

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