Debutta al Quirino “Filumena Marturano”

Il capolavoro di Eduardo De Filippo, in scena dal 2 al 7 gennaio 2018 con la regia di Liliana Cavani, tra i protagonisti Mariangela D'Abbraccio e Geppy Gleijeses

Filumena Marturano una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate all’estero – ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che, a partire da “Napoli milionaria!”, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra.

Tra i protagonisti principali di questa commedia certamente non passa inosservata  Mariangela D’Abbraccio che da quasi due anni sta interpretando con grande successo il personaggio-capolavoro del repertorio eduardiano.

Lo spettacolo, che porta la firma registica della “debuttante” teatrale Liliana Cavani (alla sua prima prova in palcoscenico), si replica incessantemente in tutt’Italia da quando esordì in prima nazionale due estati fa al Festival di Spoleto.

Da oggi 2 gennaio torna in scena al Teatro Quirino sino al 7 gennaio 2018, per poi spiccare il volo oltre confine, intraprendendo una tournée internazionale.

“Questo testo è nato per far avvenire un vero miracolo – sospira Mariangela che condivide il successo con Geppy Gleijeses nel ruolo di Domenico Soriano – Recitarlo in scena non è solo realizzare uno spettacolo, ma creare un cerchio di energie tra noi e il pubblico.

Un contatto diretto con la platea, una comunione di emozione e sentimento che non mi era mai capitato di provare. Il risultato è che Filumena non risente della crisi generale: ovunque andiamo, vediamo i teatri pieni. Sì, Filumena mi protegge, Filumena ormai sono io e una sera un signore, venuto in camerino per congratularsi e chiedermi un autografo, mi disse: “non si firmi Mariangela, ma direttamente Filumena Marturano, perché lei è Filumena”.

Come in un ideale ring immaginario, Filumena Marturano e Domenico Soriano, si affrontano per far valere le loro ragioni, dietro cui si celano verità troppo a lungo nascoste e sentimenti esasperati.

Come da tradizione, Eduardo De Filippo parte da una reazione emotiva dei personaggi per sviscerare quello che lui definisce come “il conflitto tra individuo e società”. Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, si rappresenta appieno un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, che preannuncia la dignità e la volontà di riscatto.

Marco Rollero 

 

 

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