

Il viottolo che porta alla stazione FL1 di Villa Bonelli è diventato un percorso a ostacoli tra rifiuti, siringhe usate e il timore costante di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato
Da oltre dieci anni quel chiosco è il simbolo dell’abbandono, un luogo fatiscente che alimenta degrado e insicurezza. Un tempo poteva avere una funzione, oggi è diventato una zona franca per lo spaccio di droga, un rifugio per senzatetto e un angolo dimenticato della città che spaventa residenti e pendolari.
Il viottolo che porta alla stazione FL1 di Villa Bonelli è diventato un percorso a ostacoli tra rifiuti, siringhe usate e il timore costante di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A denunciare con forza la situazione è Marco Palma Vice presidente del consiglio municipale Roma XI, che ha deciso di passare dalle parole ai fatti, presentando un nuovo esposto dopo anni di atti e segnalazioni caduti nel vuoto.

“Non mi sembra una situazione così complicata da risolvere”, – ha commentato il consigliere municipale Marco Palma (FdI) – sottolineando come in passato alcuni dirigenti abbiano tentato di acquisire l’area al patrimonio di Roma Capitale. Ma le buone intenzioni sono rimaste sulla carta e oggi, secondo alcune indiscrezioni, la proprietà dell’area potrebbe essere di RFI, la società che gestisce la rete ferroviaria.

Nel frattempo, chi vive e frequenta la zona continua a chiedere sicurezza e riqualificazione. I pendolari della FL1 e i residenti del quartiere sono esasperati e temono per la loro incolumità, costretti a transitare quotidianamente in un’area ormai ostaggio di degrado e criminalità.
L’idea non è solo quella di denunciare, ma anche di proporre soluzioni concrete. “Oltre a pretendere un intervento immediato per restituire decoro e sicurezza, dobbiamo lavorare per una progettualità seria”, sottolinea ancora il consigliere municipale Palma. E l’unico destino possibile per quell’area dovrebbe essere il suo reintegro nella vita cittadina, magari con una funzione legata alla fermata della FL1 Villa Bonelli e al capolinea ATAC situato sul piazzale.
L’interrogazione è stata rinnovata in Municipio XI e una copia è stata inviata anche alla consigliera Francesca Barbato per portare il caso all’attenzione dell’Assemblea Capitolina. Ora la palla passa alle istituzioni: si continuerà a chiudere gli occhi o, finalmente, si interverrà per dare una svolta a questa vicenda?
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