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Degrado e sicurezza, il Municipio VII corre ai ripari: focus sull’area di via Gela

Approvato l'atto per sbloccare l'area sopra il parcheggio interrato del Pup 2003. I residenti stremati dagli schiamazzi estivi

C’è un angolo del Municipio VII che da anni vive una doppia vita. Di giorno è attraversato dagli studenti dei licei Augusto e Russell, dai residenti che rientrano a casa e da chi percorre quotidianamente le strade del quartiere. Di sera, però, quello stesso spazio cambia volto.

Le panchine diventano punti di ritrovo, la musica si alza, gli schiamazzi si protraggono fino a notte fonda e, in più di un’occasione, il cielo si è illuminato per l’esplosione di fuochi d’artificio improvvisati.

È la realtà con cui convivono da anni gli abitanti dell’area compresa tra via Gela e via Adria, una zona che nel tempo è diventata sinonimo di degrado e di continue segnalazioni alle istituzioni.

Una situazione che ora torna al centro dell’agenda politica del Municipio VII, deciso a riaprire un dossier rimasto troppo a lungo sospeso tra promesse, progetti incompiuti e interventi mai arrivati.

L’atto approvato dal Consiglio municipale punta a riportare ordine in una vicenda che affonda le radici oltre vent’anni fa. Bisogna infatti tornare al 2003 per trovare l’origine del problema.

In quegli anni l’area fu interessata da un progetto inserito nel Piano Urbano Parcheggi: sotto terra sarebbero sorti nuovi posti auto, mentre in superficie era prevista una struttura sportiva destinata al quartiere.

Quella struttura, però, non è mai stata realizzata. Nel corso del tempo si sono succedute ipotesi alternative, tra cui campi sportivi e aree ludiche per bambini e ragazzi.

Idee che non hanno mai superato la fase progettuale, lasciando dietro di sé uno spazio senza una vera identità e progressivamente sottratto alla vita del quartiere.

È proprio quel vuoto a essere diventato negli anni terreno fertile per fenomeni di degrado e disturbo della quiete pubblica. Un problema denunciato più volte dai residenti, che hanno presentato esposti, raccolto firme e chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per arginare una situazione giudicata ormai insostenibile.

Con il nuovo provvedimento, il Municipio chiede ai dipartimenti competenti e al concessionario dell’area di fare chiarezza sugli obblighi ancora in essere e sulle opere mai completate. L’obiettivo è riportare manutenzione, controllo e una destinazione funzionale in uno spazio che oggi appare abbandonato a sé stesso.

Ma la questione non riguarda soltanto il decoro urbano. Nel documento approvato dall’aula di piazza Cinecittà emerge anche la preoccupazione per il tema della sicurezza.

L’amministrazione municipale ha infatti chiesto che venga rappresentato a Prefettura e Questura il malcontento di una parte del territorio rispetto alla riorganizzazione dei presidi delle forze dell’ordine e ai recenti accorpamenti che hanno interessato alcuni uffici di polizia.

Accanto agli interventi strutturali, il Municipio punta inoltre a coinvolgere direttamente il territorio. Comitati di quartiere, residenti, associazioni e realtà giovanili saranno chiamati a partecipare a un percorso di confronto per individuare soluzioni condivise e monitorarne nel tempo l’efficacia attraverso incontri pubblici.

Non sono mancate, tuttavia, le critiche. Fratelli d’Italia ha votato contro il provvedimento, sostenendo che il documento non tenga sufficientemente conto delle richieste avanzate dai cittadini e contestando alcune valutazioni contenute nella parte dedicata alla sicurezza.

Le divisioni politiche, però, non cancellano il dato di fondo: da anni migliaia di residenti convivono con un problema che continua a ripresentarsi ogni estate.

E mentre nelle aule istituzionali si discute di progetti, concessioni e competenze, chi vive tra via Gela e via Adria aspetta soprattutto una risposta concreta. La stessa che chiede da oltre vent’anni per restituire al quartiere uno spazio oggi percepito più come un problema che come una risorsa.

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