Degrado urbano e verde in pericolo. Casal Bertone a un bivio

Ormai necessari gli interventi per la sicurezza nel quartiere e per realizzare il Parco del lago dell’Ex Snia e il Parco di via di Casal Bertone. Sempre più iniziative di piazza della cittadinanza
Giovanni Verardi - 24 Luglio 2014

Dopo l’episodio di aggressione ai danni di una giovane maestra, avvenuto in pieno giorno, i cittadini di Casal Bertone sono scesi in piazza per manifestare il loro disappunto circa la crescente insicurezza nel quartiere. Il caso è stato l’ultimo di una serie di avvenimenti che aveva già condotto alla nascita del comitato “La cittadinanza di Casal Bertone”, sorto dall’iniziativa dei residenti per protestare contro degrado e insicurezza nel quartiere, e che aveva già raccolto più di 2000 firme per sollecitare l’attenzione del Comune sulla vicenda.

Il comitato, poi, ha organizzato lo scorso 4 luglio un’assemblea pubblica in piazza Santa Maria Consolatrice, per protestare anche contro il costante aumento di senza fissa dimora nella zona, raggruppati in quattro insediamenti abusivi in poco meno di un chilometro. Sembrerebbe, infatti, che l’aggressore dell’insegnante sia uscito proprio da un’area abbandonata su via di Casal Bertone-via Ettore Fieramosca, nella quale vi sarebbe uno di questi insediamenti abusivi.

Il quartiere, tradizionalmente una vera e propria “isola felice”, è quindi ora al centro di una crescente insicurezza. Una delle cause è sicuramente il degrado nel quale versano da alcuni anni molte aree del quartiere, tra le quali proprio quella dalla quale sembra essere sbucato l’aggressore, ma anche via di Casal Bertone e via Fieramosca in generale, così come l’edificio dell’ex cinema Puccini, mai convertito in spazio pubblico dopo la sua chiusura.

Il Parco di via di Casal Bertone. Le due aree verdi divise da via di Casal Bertone, nel pezzo che si congiunge a via Ettore Fieramosca, dovrebbero essere già un parco pubblico e uno spazio con impianti sportivi pubblici, così come previsto dagli accordi di compensazione che hanno seguito i lavori per l’Alta velocità nel 2008 (3° appalto compensativo).

In realtà i lavori, seppur iniziati, sono stati lasciati a metà due anni fa e così una delle due aree (quella destinata ai campetti sportivi) è stata occupata l’11 agosto 2013 dalle associazioni Dhuumcatu e Sher Khan Cerca Casa (che riuniscono diverse realtà italiane e immigrate come bengalesi e filippine, e che organizzano spesso eventi multiculturali, come la recente festa Iftar per il Ramadan o la kermesse “Contro estate dei senza casa”, ma anche attività agricole e pastorali nell’area). Mentre l’altra area sul lato opposto della via, quella destinata a parco pubblico, è chiusa e non è stata mai attrezzata. Sul cancello di quest’ultima area, in particolare, l’associazione “I soliti ignoti di Casal Bertone” ha fissato il 16 luglio uno striscione di protesta per chiedere il “Parco subito”.

Le opere dell’Alta velocità, in definitiva, non sono state mai compensate con le opere di compensazione previste per la cittadinanza: la realizzazione del Parco di via di Casal Bertone e la sistemazione del Parco Conticelli, creato autonomamente dai comitati del quartiere. Ricordiamo, inoltre, che con risoluzione n. 8 del 2004 il Municipio, su pressione dei cittadini, aveva anche chiesto l’istituzione di una fermata della ferrovia metropolitana FR2 (oggi FL2) a Casal Bertone, nei pressi del centro commerciale Auchan, che consentirebbe un importante collegamento su ferro a una zona assai trafficata.

Il Parco del lago della ex-Snia. Un’altra area verde rischia di essere compromessa irrimediabilmente nel quartiere, se entro il 15 agosto non verranno proseguite le procedure di esproprio. Si tratta del lago sorto nel comprensorio della fabbrica in disuso Snia Viscosa, compresa tra via di Portonaccio e via Prenestina. Una parte del parco è già stata realizzata ed è denominata “Parco delle Energie”, ma la zona dal maggiore valore paesaggistico, quella del lago appunto, rischia di essere oggetto di cementificazione.

lago snia 2

Lago Snia

La vicenda risale agli anni ’90, quando l’area della ex fabbrica viene concessa a un costruttore per la realizzazione di un centro commerciale con edifici alti sei piani. Durante la realizzazione del parcheggio multipiano, si scavò troppo in profondità, fino a toccare una vena dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine, le cui acque (sorgive, pulitissime e balneabili) sgorgarono in abbondanza fino a creare il primo lago di acqua risorgiva nel territorio di Roma.

A seguito delle forti proteste dei cittadini della zona, il cantiere viene bloccato, fino a quando nel 2010 il Comune di Roma inserì l’area nel progetto “Relitti urbani”, con la previsione della costruzione di edifici di 30 piani e un polo universitario. Le nuove veemeenti proteste civiche conducono la nuova Giunta comunale nel 2013 ad abbandonare quel progetto e nel febbraio 2014 si approva una mozione per la realizzazione di un parco fruibile.

Nel frattempo nell’area, che è stata occupata da alcune associazioni a tutela del lago, vengono organizzati eventi culturali e aperture alla cittadinanza. Il prossimo appuntamento è per venerdì 25 luglio, dalle 18 in poi, per un dibattito pubblico e la presentazione ufficiale del video dei gruppi Assalti Frontali e Muro del canto, che hanno dedicato una canzone al lago (“Lago che combatte”). L’obiettivo è sollecitare il Comune a prendere entro il 15 agosto le decisioni necessarie per consentire la futura istituzione del parco nella zona del lago, con conseguente apertura dell’ingresso su via di Portonaccio, al fine di rendere fruibile uno specchio d’acqua che ha consentito la creazione, in una zona densamente costruita, di un inaspettato e prezioso ecosistema floristico e faunistico.

Serenella

Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti