Delibera di iniziativa popolare contro l’elettrosmog non discussa dopo due anni dal Campidoglio

La denuncia è del Coordinamento dei Comitati Romani contro l'elettrosmog
Comunicato stampa - 2 Dicembre 2007

"E’ semplicemente vergognoso – denuncia in un comunicato stampa il Coordinamento dei Comitati Romani contro l’elettrosmog – che il Consiglio Comunale non adempia a precise disposizioni dello Statuto, omettendo da ben due anni di discutere la Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare con cui si chiede di dotare la Capitale di un Piano Regolatore delle sorgenti di inquinamento elettromagnetico.

La Delibera, depositata in Campidoglio nel giugno 2005, è stata inserita all’ordine del giorno del Consiglio il 22 febbraio scorso (dopo ben 14 mesi dalla scadenza del termine fissato !), ma dopo questa formalità nulla è più accaduto, mentre la situazione del fenomeno di "Antenna Selvaggia" a Roma è precipitata irreversibilmente.

Questa Delibera, con le sue oltre 22 mila firme testimonia la più grande esperienza di democrazia partecipativa mai attivata a Roma, ma evidentemente non è bastata a far comprendere ai nostri delegati in Campidoglio l’importanza e l’urgenza di varare un documento che impegnerebbe la Giunta ad assumersi l’onere di regolamentare una volta per tutte l’indegno e deprecabile fenomeno della proliferazione incontrollata ed abnorme di sorgenti di inquinamento elettromagnetico in tutto il territorio comunale, fenomeno che, oltre ad abbrutire i profili universalmente tutelati del patrimonio artistico ed architettonico della nostra città, contribuisce a determinare da anni un serio ed incombente rischio per la salute della popolazione.

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Autorevoli rappresentanti delle forze politiche appartenenti alla maggioranza capitolina hanno recentemente diffuso l’annuncio che un’altra Delibera di iniziativa popolare, quella per l’istituzione del registro sulle Unioni Civili, verrà discussa rispettando i tempi di scadenza del semestre stabiliti dallo Statuto (entro cioè il 5 dicembre p.v.).

Si tratta di una notizia positiva, perchè offre una risposta istituzionale ad una diffusa istanza avanzata con l’istituto della democrazia partecipativa.

Sollecitiamo, tuttavia, i medesimi rappresentanti a farsi carico di esigere contestualmente l’inserimento nei lavori e la discussione in Aula di tutte le delibere abbondantemente scadute e per le quali il Consiglio comunale risulta palesemente inadempiente !

Non è tollerabile che chi amministra la Capitale d’Italia perseveri nel mancare di rispetto alle norme dell’ordinamento giuridico, mortificando le aspettative di quelle migliaia di cittadini che, con la loro firma, hanno creduto in un percorso partecipativo volto a tutelare la salute e la dignità collettiva ! "

Giuseppe Teodoro
Coordinatore dei Comitati romani contro l’elettrosmog


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