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Depuratore Roma Est. L’Acea assicura, ma i dubbi sono ancora molti

Nuovo incontro, il 6 dicembre 2012, tra i rappresentanti delle Associazioni di Colli Aniene e quelli dell’Azienda

Il malumore, foriero di eventuali nuove manifestazioni di piazza, rafforzato da una petizione sottoscritta da un congruo numero di residenti, hanno generato un nuovo incontro, il 6 dicembre 2012, tra i rappresentanti delle Associazioni di Colli Aniene e quelli dell’Acea.

Il tema principe affrontato è stato lo spropositato flusso di autocisterne che da giugno passato ha attraversato il quartiere e che a dicembre inoltrato non ha accennato a cessare, con qualcosa come 100-140 autobotti giornaliere.

L’ing. Ruta, responsabile della conduzione dell’impianto e quindi rappresentante dell’Acea ATO 2, ha esordito assicurando che due dei tre depuratori sottoposti a provvedimento da parte della Procura della Repubblica sono stati dissequestrati e sono quindi tornati in esercizio, e che già da lunedì scorso il lamentato flusso di autocisterne dirette al depuratore Roma Est si è sensibilmente ridotto al punto che non più di 10 autocisterne attraverseranno giornalmente Colli Aniene. Il problema, a suo dire, dovrebbe essere completamente risolto dal momento che l’ultimo depuratore della serie, quello di Montecompatri, già messo a norma dall’Acea, attenderebbe il dissequestro.

Questo il succo dell’incontro che però non tranquillizza nessuno. Nel numero di novembre infatti, il mensile di quartiere ”L’Aniene è “, con l’articolo “Via degli Alberini le cifre del depuratore” riferisce che, il 10 ottobre passato, l’ing Massimo Valeriani consigliere PD in Campidoglio, avrebbe parlato di “diverse decine di impianti di depurazione per i quali non verrebbero più rilasciate le autorizzazioni allo scarico delle acque nere depurate nei fossi, mancando alla Provincia la cartografia dei fossi stessi. Questa la ragione dei sequestri e dello smaltimento dei liquami con un costoso sistema di trasporto su strada presso i depuratori autorizzati (tra cui quello di Via degli Alberini ndr)”.

Ora, sembra del tutto improbabile ai collianiensi e a qualsiasi persona di intuito – conoscendo la lentezza della burocrazia – che in soli due mesi si siano risolti ambedue i problemi, sia della mancanza di cartografia cioè, che del rilascio delle autorizzazioni, e che di conseguenza altri depuratori possano venire dissequestrati. Nota bene: la spesa da parte dell’Acea di questa operazione è di circa 2 milioni di euro al mese da girare ovviamente alle bollette dei cittadini utenti.

Nel corso dell’incontro si è anche trattato delle esalazioni graveolenti dell’impianto di Roma Est e si sono chieste le cause che osterebbero l’attivazione degli essiccatori dei fanghi con conseguente riduzione del il fetore. La risposta è che i lavori sarebbero stati completati da oltre due anni e che ci sia già la valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e che se gli essiccatori non sono entrati in servizio è perché necessiterebbero di un sopralluogo tecnico congiunto di Provincia e Regione.

In merito ai lavori appaltati per marzo-aprile 2013 sulla seconda sezione della linea, comportando la pulizia delle vasche, l’ing Ruta prevede un “aumento temporaneo delle emissioni”.

L’incontro si è concluso con la richiesta di un intervento presso l’Acea da parte dell’assessore Ghera affinché l’Acea provveda al ripristino del manto stradale di viale Bardanzellu danneggiato profondamente dal transito delle autocisterne.  

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