

Lazio-Roma 3-2. Partita rocambolesca giocata meglio dalla Lazio. Dubbio rigore per i biancocelesti e grande rammarico per i romanisti. Il ricordo di Gabriele Sandri
LAZIO-ROMA 3-2
LAZIO (4-3-3): Ballotta, De Silvestri (21′ st Mutarelli), Siviglia, Cribari, Kolarov; Dabo (38′ st Mudingayi), Ledesma, Behrami; Pandev, Bianchi, (27′ st Mauri), Rocchi. All.: Delio Rossi
ROMA (4-2-3-1): Doni, Cicinho, Mexes, Juan, Cassetti (43′ st Panucci); De Rossi, Aquilani; Taddei (21′ st Giuly), Perrotta, Vucinic (38′ st Mancini); Totti. All.: Spalletti
ARBITRO: Morganti
MARCATORI: 30′ pt Taddei, 44′ pt Pandev, 13′ st Rocchi rig., 47′ st. Behrami
NOTE: terreno in condizioni molto buone, spettatori 70 mila circa. Angoli: 5-5 Recupero: 1′ e 5′, ammoniti Kolarov, Siviglia, Dabo, Juan, Aquilani, Mexes per gioco scorretto. Prima della partita fiori dei due capitani sotto la curva della Lazio in ricordo di Gabriele Sandri
ROMA – La Roma cade nella stracittadina in pieno recupero, e perde la grande occasione di accorciare le distanze nei confronti dell’Inter che viene fermata dal Genoa sul pareggio. Ottima prova dei biancocelesti, fatta di cuore e bel gioco, mentre Totti e compagni sono parsi troppo imballati e le famose combinazioni romaniste sono sembrate arrugginite.
Per la prima volta le due tifoserie sono unite all’insegna del ricordo di Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso nei pressi di Arezzo nel corso di una trasferta della Lazio. Una stracittadina all’insegna della riflessione, che verrà ricordato come un incontro storico. È il primo derby in cui il capitano della Roma onora la curva Nord con un mazzo di fiori in ricordo di “Gabbo”, ed è sempre il primo derby in cui il padre di Gabriele, insieme al figlio di Vincenzo Paparelli (ucciso proprio durante il derby romano del 28 ottobre 1979), assistono al primo tempo del match dagli spalti della curva Sud. La città di Roma, che paga e ha sempre pagato per gli errori dei suoi figli, è ancora una volta chiamata in causa come la capitale della civiltà.
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Passiamo alla cronaca del match.
Rossi alla fine deve rinunciare a Radu e inserisce dal primo minuto Kolarov. Confermato il centrocampo con Ladesma, affiancato da Dabo e Behrami. In attacco c’è il tridente Pandev-Bianchi-Rocchi, con il capitano e il macedone a giocare larghi per contrastare gli affondi degli esterni romanisti per poi aggredire gli spazi con l’apporto centrale di Bianchi.
In casa giallorossa rientra dall’infortunio Mexes, che fa coppia in difesa con Juan. Ad uscire stavolta è Panucci con Cassetti, rientrante dall’infortunio sulla destra e Cicinho utilizzato alla Candela sulla sinistra. Linea mediana tutta di marca romana e romanista vista la presenza da titolari dei gemelli De Rossi e Aquilani. In attacco Vucinic vince il ballottaggio con Vucinic.
Il primo tempo entra subito nel vivo. I biancocelesti cercano di avanzare per vie centrali, smistando per gli esterni. La Roma è più attendista, ma quando prende palla cerca di dipanare la solita manovra. Al 7’ primo sussulto per i giallorossi quando Kolarov batte una punizione insidiosa che Doni è costretto a respingere con la palla che prende la traversa. La Lazio è più incisiva e non risparmia un pressing molto alto grazie al suo tridente. La Roma si vede con un tiro velleitario di Vucinic al 18’. Gli uomini di Rossi continuano insistenti nel loro gioco, anche se i romanisti crescono. Al 30’ svolta del match. Rinvio infelice di Behrami che prende in pieno Taddei il quale, come il flash del biliardino, segna il gol del vantaggio giallorosso. Dopo qualche minuto di appannamento la Lazio si riprende ed imbastisce la reazione che si concretizza al 43’. Azione avvolgente e corale dei biancocelesti che porta al cross in area di Kolarov per Pandev che dopo il tentativo di Doni segna la rete del pareggio.
A inizio ripresa subito Perrotta tenta la via del gol ma invano. La Lazio riprende come nel primo tempo e al 47’ Pandev arriva al tiro. Al 49’ fischiato un fuorigioco a Totti che era riuscito a segnare. La pressione laziale porta i suoi frutti al 56’ quando Morganti fischia il rigore per atterramento di Bianchi da parte di Juan. Sanzione alquanto dubbia. Rocchi si incarica di battere il rigore che sigla con qualche brivido, visto che la sfera si alza poco sopra i fianchi di Doni.
Lo scossone sveglia la Roma, e al 61’ Perrotta riequilibra il risultato con un piattone che spiazza Ballotta. Il tutto parte da un lancio di Cassetti, che Vucinic raccoglie e controlla, palla a Totti, poi allo stesso Perrotta che realizza. I giallorossi sulla scia dell’entusiasmo ripartono alla grande, ma non riescono a trovare l’uno-due che li porterebbe in vantaggio. I giallorossi giostrano sicuri, mentre i laziali cercano di coprire meglio gli spazi. Rossi, infatti inserisce Mauri per Bianchi.
All’80’ contropiede romanista, con Totti, che dribbla Cribari, si avvicina al limite dell’area e Ledesma lo atterra; l’azione prosegue ma poi sfuma con Giuly. All’83’ Spalletti inserisce Mancini per Vucinic. Il brasiliano è subito pericoloso, creando diverse occasioni sulla fascia. Ma la Roma non è incisiva e le giocate sono troppo prevedibili. Al 91’ arriva l’inimmaginabile. Palla in area romanista che Mauri al volo rimanda verso il centro, dove il pallone vagante diventa un assist per Behrami che segna il gol del 3 a 2 per i padroni di casa. I tentativi di recupero nel finale sono inutili. La beffa è confezionata e i biancazzurri frenano la rincorsa della Roma verso lo scudetto, proprio quando l’Inter pareggia con il Genoa.
LE PAGELLE DI LAZIO ROMA
LAZIO
Ballotta 6: Stavolta non ha colpe sui due gol romanisti. Per il resto i giallorossi non gli arrecano troppe preoccupazioni
De Silvestri 7: Gioca il derby come un romano deve fare. Non molla mai; Aquilani e Cicinho difficilmente riescono a chiuderlo quando si sgancia. La sua spinta sulla destra è fondamentale per il forcing laziale
Siviglia 6: Si arrangia come può eccedendo un po’ troppo con dei lanci da rugby. Per il resto tiene bene la posizione
Cribari 6: Insieme a Siviglia non è esente da colpe sul gol di Perrotta, dove la difesa ha dormito
Kolarov 7,5: Partita straordinaria. È l’artefice dei primi due gol biancocelesti. Quando si sgancia sono pericoli per la difesa giallorossa. Rapido, veloce e bravo tecnicamente. Impegna Doni in una punizione insidiosissima che il portiere romanista riesce solo a respingere sulla traversa
Dabo 6: Il più appannato del centrocampo laziale. Non segue sempre il ritmo forsennato dei compagni ma adopera la sua esperienza per fermare i mediani avversari
Ledesma 7: Il faro del centrocampo; detta i tempi delle ripartenze ed è preziosissimo in fase di recupero palla. Con il tridente si vede meno in fase di conclusione. Rischia grosso quando demolisce Totti al limite dell’area laziale, ma l’arbitro lascia scorrere
Behrami 7: Grande partita fatta di cuore, sostanza e gol della vittoria biancoceleste. È difficile superarlo, velocissimo a recuperare fin nella propria area e rapido a ripartire. Non molla mai e il destino lo premia con il gol che gli aquilotti ricorderanno per parecchio tempo
Pandev 7: Quando la Lazio riparte in contropiede è il più rapido e pericoloso. Da una splendida azione corale arriva il suo gol personale che permette ai suoi di pareggiare
Bianchi 7: Partita di grande carattere. Abilissimo a tenere alta la squadra, lotta come può con i difensori romanisti. Si procura un rigore dubbio accentuando la caduta, ma si è dimostrato un punto di riferimento per la squadra
Rocchi 7: Meno brillante del solito in fase di conclusione, visto il sacrificio tattico che gli ha chiesto Rossi. E’ preziosissimo però per il pressing alto sui difensori giallorossi. In fase di attacco romanista, il tridente laziale rimane alto in modo da ripartire sempre in superiorità numerica. E Rocchi ne è uno dei maggiori artefici
Mutarelli s.v.
Mauri s.v.
Mudingayi s.v.
ROMA
Doni 5,5: Viene sorpreso dalla punizione di Kolarov che riesce a sventare proprio all’ultimo. E’ sfortunato sul rigore di Rocchi, con la palla che gli passa sopra quando già si è tuffato
Cicinho 5,5: E’ inesauribile, sia in attacco che in difesa, ma in quest’ultimo caso qualche distrazione di troppo contribuisce alla vittoria laziale
Mexes 6: Uno dei pochi a salvarsi della difesa romanista
Juan 5,5: Si vede che non sta ancora bene. Qualche buon anticipo gli riesce ma non ha il passo degli attaccanti laziali
Cassetti 5,5: Bravo a pescare Vucinic per il gol del temporaneo pareggio romanista, per il resto è una difficile lotta in cui spesso soccombe
De Rossi 5: Il centrocampo romanista è sempre in inferiorità numerica e la “diga romanista” è quella che ne risente di più. Sbaglia anche i passaggi più semplici e, purtroppo, anche la partita che sente di più
Aquilani 5: Come il suo gemello di centrocampo non regge il ritmo dei mediani laziali. I due romanisti sono penalizzati anche dall’assetto tattico che Delio Rossi ha impostato, vincendo tatticamente su Spalletti, ma i giocatori non sono esenti da colpe
Taddei 5,5: Non ha il passo di Kolarov che lo surclassa. La sua precaria condizione fisica (non è una novità) non gli danno la condizione giusta. È fortunato sul primo gol giallorosso con la palla che gli sbatte addosso ed entra nella porta laziale
Perrotta 6: Mezzo punto in più per il bel gol del pareggio romanista; per il resto cerca di opporre le sue capacità podistiche al perfetto meccanismo laziale. Si inserisce spesso come sa fare, ma in realtà la Roma non è stata quasi mai pericolosa
Vucinic 5,5: Spalletti gli da fiducia dal primo minuto ma lui non ricambia. È incartato tra De Silvestri e Dabo, e regala solo pochi affondi. Bravo però sul secondo gol romanista, quando addomestica abilmente il lancio di Cassetti per poi favorire la rete di Perrotta
Totti 5: Prestazione deludente. Nel primo tempo è del tutto assente. Qualche passaggio illuminante nella ripresa e una bella giocata interrotta dal fallo di Ledesma non bastano per far risorgere la Roma
Giuly 6: Meglio di Taddei, regala maggior tonicità e velocità all’azione
Mancini s.v.: Pochi minuti ma buoni, in cui cerca di creare qualche scompiglio in più alla difesa laziale
Panucci 5: Entra giusto il tempo per combinare, insieme ai compagni, il pasticcio che porta alla vittoria laziale
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