Deredia a Roma

In mostra, tra le magie delle piazze e strade di Roma antica, le grandi sculture sferiche di Jiménez Deredia artista costaricano
di Patrizia Miracco - 25 Maggio 2009

Dal 23 giugno al 30 novembre Roma offrirà i suoi luoghi magici all’artista contemporaneo costaricano, Jiménez Deredia, con la mostra “Deredia a Roma”. Saranno presenti Al Foro Romano, tra l’Arco di Tito e la Curia del senato, otto grandi sculture in marmo per la serie “Deredia. La genesi e il simbolo”, al Palazzo delle Esposizioni altre opere per l’esposizione “Deredia. La Ruta de la Paz” e altre sculture monumentali si incontreranno in altre piazze (Barberini e San Lorenzo in Lucina) e palazzi della città (nei cortili del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps e di Palazzo Massimo).

Caratteristica delle sculture di Deredia è la circolarità, l’elemento sfera.

“In principio vi fu una sfera – spiega Jiménez Deredia – anzi molte sfere. Le vidi, ancora ragazzo, nel museo di San José di Costa Rica, la capitale del mio Paese, e ne rimasi colpito. Le avevano fabbricate, levigando il granito, gli indios Boruca circa 1700 anni fa. Sono le uniche sculture astratte prima di Cristoforo Colombo, che approdò in Costa Rica nel 1502, durante l’ultimo dei suoi quattro viaggi”. L’ispirazione per l’artista nasce infatti dalle sfere precolombiane in pietra e dalla loro simbologia, la sfera descrive la trasmutazione della materia, il cerchio l’essere alla ricerca di se stesso.

Con “La Ruta de la Paz” l’artista esprime il desiderio profondo di creare la Rotta della pace ideale, che non è solo un percorso fisico e nel tempo, ma soprattutto un percorso interiore e Deredia lo realizza attraverso il marmo di Carrara che da trent’anni lavora con passione.

Il 25 maggio nella presentazione del catalogo, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi ha definito la mostra: “il risultato di un lavoro fatto col cuore e con la mente, l’incontro dell’afflato di civiltà diverse che in Deruda hanno trovato portavoce. Il messaggio dell’opera diviene allora così forte e urgente da non poter rimanere chiuso nelle sale del museo: si affaccia prepotentemente nelle piazze, nelle strade della città e dialoga con lo spettatore al quale offre il suo messaggio di pace”.

Il 22 giugno per inaugurare l’evento posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica sarà presente Oscar Arias Sànchez, Presidente della Repubblica di Costa Rica e Premio Nobel per la pace nel 1987.


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