

Il culto di Mitra nell’area tiburtino-cornicolana e in altri contesti fra Lazio ed Etruria”, il 24 febbraio 2018, conferenza e presentazione di reperti mitraici provenienti dal territorio
Sabato 24 febbraio 2018, a Guidonia Montecelio (Rm) – loc. Montecelio, Piazza Jean Coste – Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani”, si terrà una conferenza e l’esposizione di nuovi reperti presso il Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” che illustrano la larga diffusione del culto di Mitra nel territorio ad Est di Roma e in altri significativi contesti fra Lazio ed Etruria.
L’incontro è promosso da: Comune di Guidonia Montecelio e Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale in collaborazione con la Sezione Cornicolana del Gruppo Archeologico Latino.
Il titolo è: “IL DIO PERSIANO DAL MANTO STELLATO. Il culto di Mitra nell’area tiburtino-cornicolana e in altri contesti fra Lazio ed Etruria” – Conferenza e presentazione di reperti mitraici provenienti dal territorio.
Come si ricorderà circa un anno fa abbiamo conosciuto il dio Mitra attraverso l’interessante comunicazione sugli antichi culti misterici tenuta presso il Museo “Rodolfo Lanciani” dal Sergio Ribichini.
Si ritorna ora in particolare sul culto di Mitra nell’area tiburtino-cornicolana, stimolati dal recente rinvenimento nei pressi di Tor Mastorta di un vaso tardo-antico in ceramica invetriata, arricchito da un bassorilievo che rappresenta il dio che uccide il toro (v. foto).
Per l’occasione, verrà esposto anche un piccolo bassorilievo con la stessa scena, rinvenuto a Montecelio.
Il “Dio persiano dal manto stellato” è Mitra che così appare abbigliato nell’iconografia classica in cui compie il vigoroso gesto di uccidere il toro.
Sin dalle origini indoiraniche, poiché combattente nella lotta contro il male, egli significò la luce e la vita, tanto da essere identificato con il Sol Invictus, particolarmente venerato fra i soldati che lo elessero a simbolo di fedeltà verso l’imperatore.
La religione mitraica penetrò in Occidente nel I sec. d.C. e si diffuse rapidamente anche in seno alla casa imperiale, come dimostra il favore elargito da vari imperatori soprattutto fra il III e il IV secolo fino a Costantino. Il credo mitraico, che contese il passo al Cristianesimo, prometteva ai fedeli (solo uomini) iniziati ai misteri la salvezza e l’immortalità attraverso il potere rigenerante del sangue del toro ucciso da Mithras.
La tauroctonia, quindi, è la scena topica di tanti rilevi e pitture rinvenuti non solo nei mitrei (in genere ricavati in ambienti semipogei) dei centri urbani, ma anche nelle campagne.
Nell’area tiburtino-cornicolana, strettamente legata a Roma, numerose sono le testimonianze del culto. Uno o due mitrei, noti da iscrizioni, erano a Tibur (Tivoli) e altri nel territorio come attestano il bassorilievo in marmo recuperato nel 1953 a Montecelio e un interessante vaso rinvenuto recentemente nello scavo di una villa presso Guidonia, entrambi esposti nella piccola mostra che accompagna la conferenza. L’area tiburtino-cornicolana è a sua volta inquadrabile nel più ampio contesto di diffusione del mitraismo nel Lazio e nell’Etruria meridionale, recentemente portato all’attenzione di studiosi e appassionati grazie alle ultime scoperte o recuperi di gruppi scultorei e altre tracce rituali dell’antico culto misterico.
La conferenza e l’esposizione di nuovi reperti presso il Museo “Rodolfo Lanciani” è un’ulteriore occasione di riflessione su un fenomeno religioso affascinante e molto vicino all’attualità.
Informazioni: 338-9566506; 389-4862765 – Email: zaccaria.mari@beniculturali.it; simona.carosi@beniculturali.it; v.cipollari@libero.it
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