

Installato da Arpa un campionatore ad alto volume, strumento necessario per verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti
Nube tossica su Anzio: l’incendio divampato all’Ecoimballaggi di via della Spadellata ha rilasciato nell’aria diossine a livelli estremamente preoccupanti. I dati dell’Arpa Lazio rivelano valori di 16 pg/m3, ben 53 volte superiori ai limiti raccomandati dall’OMS.
Le fiamme hanno divorato rifiuti e terreni, sprigionando una colonna di fumo nero che ha avvolto la zona tra Anzio e Aprilia. I primi risultati delle analisi, condotte tre giorni dopo il rogo, sono a dir poco allarmanti.
L’OMS, nel documento “Air quality guidelines for Europe 2000”, stabilisce una concentrazione di riferimento per le diossine e i furani nell’ambiente urbano di circa 0,1 pg/m3, con una variabilità da zona a zona.
Valori superiori a 0,3 pg/m3, come quelli rilevati ad Anzio, indicano inequivocabilmente la presenza di una fonte di emissione locale, ovvero l’incendio stesso.
Cosa significa? La presenza di diossine nell’aria rappresenta un grave rischio per la salute pubblica. Queste sostanze, infatti, sono altamente tossiche e cancerogene, e possono causare seri danni all’apparato respiratorio, cardiovascolare e immunitario.
Cosa si sta facendo? Le autorità competenti stanno monitorando la situazione e valutando l’adozione di misure per tutelare la salute dei cittadini. L’invito per i residenti della zona è di seguire le indicazioni delle autorità e di limitare l’esposizione all’aria esterna.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.