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Domenica 9 febbraio, “Tutti a cavallo” con VediROMAinBici onlus

Un viaggio nella storia, nel mito, nell’arte di cavalli e cavalieri… ovviamente a cavallo di due ruote

Domenica 9 febbraio 2020: passeggiata in bici organizzata da VediROMAinBici onlus dal tema “Tutti a cavallo”, un viaggio nella storia, nel mito, nell’arte di cavalli e cavalieri… ovviamente a cavallo di due ruote.

Sarà un affascinante itinerario tra le statue equestri di Roma; tutta la passeggiata si svolgerà nelle strade del centro storico di Roma, spesso chiuse al traffico veicolare.

Appuntamento a largo Corrado Ricci (via Cavour-via dei Fori Imperiali) alle ore 9,15.
Tra i cavalli che si vedranno nella passeggiata in bici: al centro di piazza Albania (tra l’Aventino e San Saba) il monumento equestre a Giorgio Castriota Scanderbeg eroe dell’indipendenza albanese, opera di Romano Romanelli del 1940; in piazza Venezia, nel Vittoriano la statua equestre di Vittorio Emanuele II di Enrico Chiaradia, alta e lunga 12 metri, in bronzo già dorato, poggia su un basamento con le statue delle città italiane di Eugenio Maccagnani; al centro di piazza del Quirinale si trova il grande gruppo scultoreo della Fontana dei Dioscuri, chiamato anche Fontana di Monte Cavallo, di età imperiale, proveniente dalle Terme di Costantino con i Dioscuri Castore e Polluce che tengono per le redini i loro cavalli; nel gruppo si trova un obelisco proveniente dal Mausoleo di Augusto; nei giardini di via del Quirinale, creati nel 1888 per offrire una degna cornice all’imperatore Guglielmo II di Germania in visita a Roma e ospite del palazzo del Quirinale, si trova il monumento equestre a Carlo Alberto opera di Raffaele Romanelli del 1900; a Villa Borghese si trova il monumento equestre a Umberto I di Davide Calandra, completato da Edoardo Rubino nel 1923.

Tempo permettendo si farà una sosta anche alla Fortezzuola preceduta dal monumento all’umile eroe e all’Alpino con il mulo di Pietro Canonica, sul monumento è la scritta: “Ca custa lon ca custa viva l’Austa” 1915-1918″. Opera in bronzo del 1940 che riproduce Scudela = scodella il mulo decorato con croce di guerra, nel 1957 fu aggiunto l’alpino. Il mulo porta l’affusto del 75. La fortezzuola è sede del  museo Canonica. La fortezzuola era, prima dei lavori del Settecento, la “casa del Gallinaro”. Nel 1926 il Comune la concesse allo scultore Pietro Canonica perché ne facesse la sua abitazione e il suo studio. Dopo la sua morte (1959) le opere rimaste nello studio andarono a costituire il museo aperto al pubblico nel 1961, in esso si mischiano oggetti personali dello scultore con ritratti di sovrani, capi di stato e personalità d’Europa e d’America. Fu infatti ritrattista della nobiltà e di numerose case regnanti europee.

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