

A partire da domenica 10 novembre alle ore 16.30 con lo spettacolo Strega bistrega, per i bambini dai 3 ai 10 anni
Ruotalibera/Centrale Preneste Teatro per le nuove generazioni (Via Alberto da Giussano, 58 – Roma – Tel. 0627801063 – 0625393527) sta per dare inizio alla stagione delle domeniche a teatro per le famiglie, che si aprirà domenica 10 novembre alle ore 16.30 con lo spettacolo Strega Bistrega, per i bambini dai 3 ai 10 anni.
Il prezzo del biglietto anche per quest’anno resta fissato a 5 euro per tutti, piccoli e grandi.
Strega bistrega di Fabio Traversa con:
Cora Presezzi nella parte di Margherita Margheritone
Dawid Job Wasiulevska Rocca nella parte di Pierino Pierone
Fabio Traversa nella parte della Strega Bistrega
regia TIZIANA LUCATTINI E FABIO TRAVERSA
scene Francesco Persico
costumi Valentina Bazzucchi
disegno luci Martin Beeretz
in video Dawid Job Wasiulevska Rocca
riprese e regia video Fabio Traversa
postproduzione Lucia De Amicis
Ha collaborato alla drammaturgia e alla regia Tiziana Lucattini
Nicoletta Stefanini ha fatto scoprire la fiaba “Il bambino nel sacco” dalla racccolta di fiabe popolari di Italo Calvino, a cui questa storia si ispira, e Monica Wasiulevska ed Erminio Angeloni collaborano sul set.
Una strega ostinatamente ignorante, quasi una sopravvissuta di una tradizione streghesca antica e superata. Non sa, o non vuole saperne di più. Una fame atavica la divora. Deve trovare da mangiare e non è facile, e allora anche un bambino diventa un pasto invitante.
Una figlia ignorante anche lei, ma curiosa. Di una curiosità particolare per una giovane strega che conosce di fatto solo erbe, frutta, intrugli magici e bestie boschive. Esistono altri esseri al mondo? E come sono fatti? Come sono fatti i bambini?
…”Boh…!” risponde la Strega, ma la curiosità della figlia diventa anche la sua.
E poi un bambino:presenza e assenza. I suoi giochi, le sue abitudini. Ripreso e sorpreso nella sua quotidianità. Cosa c’entra lui,così normale,col mondo delle streghe? Ma il suo sguardo ha un luccichio, insondabile.
…Un ponte tra la realtà e la fantasia?
Ma se già il bambino in tutte le fiabe è preda inafferrabile, in questa storia lo è ancora di più. I linguaggi scenici usati, quello teatrale e quello cinematografico, accentuano la distanza tra mondi antitetici, rendono vano ogni tentativo delle streghe, segnano poeticamente quella che, forse, è la distanza incolmabile tra il mondo infantile e il mondo degli adulti.
Accade però, forse per magia,che gli estremi si tocchino, che la realtà si fonda con la fantasia. E la tradizione streghesca, antica e mai superata, dia infine alla luce un “frutto” che si perpetui nel tempo.
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