

Al Flaiano fino al 19 maggio in una commedia che fa sorridere, pensare, piangere
Abbiamo assistito ad una commedia, “E allora cadi”, con Antonello Avallone e Francesco Marioni (scritta dallo stesso) che ci ha fatto sorridere, pensare, piangere. Fresca, giovane, terribilmente attuale, che sarebbe da citare o, meglio, da rappresentare in tutte le scuole.
“Gianmaria è un uomo sulla cinquantina, proprietario di una piccola libreria in una zona periferica e poco frequentata di Roma. Vedovo da qualche anno….” accumula debiti ed amarezze. Elias è un ventisettenne romano di borgata cresciuto in strada vivendo di furtarelli e rapine in piccoli negozi. Una sera, Elias entra nel negozio armato di un coltellaccio da salumiere, ma la situazione avrà un risvolto inaspettato, che coinvolgerà lo spettatore facendolo sentire partecipe del dramma che si sta rappresentando.Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Una commedia certamente spiritosa che fa sorridere e piangere, ma che definirei anche tragica, non solo per la conclusione, ma per gli argomenti trattati, in primis la solitudine della nostra gioventù.
Questa rappresentazione poi, è lo specchio della nostra società: sul palcoscenico, come nella realtà, Gianmaria ed Avallone sono lasciati soli a difendere la cultura, l’introspezione, l’interpretazione della lettura volta all’accrescimento spirituale dell’individuo, e quando Gianmaria/Avallone rivolge la pistola contro il “tiranno”, mi sono sentita colpevole. BRAVI!!!