Eco e Narciso –  Ritratto e autoritratto

Grande mostra da non perdere. Apertura, per la prima volta al pubblico, di undici nuove sale alle Gallerie Nazionali Barberini Corsini
Redazione - 17 Luglio 2018

Una grande mostra visibile fino al 28 ottobre 2018, in occasione dell’apertura al pubblico di 11 sale nelle Gallerie Nazionali Barberini Corsini – Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13 – un allestimento speciale che unisce arte antica della Collezione Barberini Corsini, all’arte moderna, proveniente dalla Collezione MAXXI: Eco e Narciso. Ritratto e autoritrattowww.barberinicorsini.org | www.maxxi.art – a cura di Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXIi.

Undici sale restaurate nel biennio 2015-2017, che si estendono su oltre 750 metri quadri di percorso espositivo, affacciate sui giardini del palazzo e restituite alla città, sono in dialogo sul tema del ritratto e dell’autoritratto, da Caravaggio a Giulio Paolini, da Raffaello a Richard Serra, da Bernini a Yan Pei Ming e molti altri. Si conclude infatti una storia cominciata nel 1949, quando lo Stato italiano acquistò Palazzo Barberini per farne la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica. Il palazzo era a quel tempo in parte occupato dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate ed oggi, dopo circa settant’anni, giunge al termine la tortuosa vicenda che ha condizionato lo sviluppo del museo fondato nel 1895 come Pinacoteca Nazionale.

Quest’ala del palazzo costituiva l’”Appartamento nuovo”, destinato ai cardinali della famiglia e dunque noto anche come “Appartamento d’inverno di Sua Eminenza”, o “del Ponte”, perché si apriva, appunto, sul cosiddetto “Ponte ruinante” ideato da Bernini.

Accanto alle sale di rappresentanza, come la monumentale Sala del Trono o le due Sale dell’Udienza del Cardinale, ve ne sono altre inaspettatamente intime, come la Cappellina, risalente al primo trentennio del Seicento. I nomi delle altre sale sono per lo più convenzionali, ma rievocano l’utilizzo a cui erano destinate o rimandano alla decorazione delle pareti: Sala delle Cineserie (o stanza Giapponese), Sala dei Marmi (o “Camerone delle Commedie”, dove venivano esposte opere d’arte, quadri e statue antiche), Camera da letto d’inverno. Oggi sono visibili anche la Sala Ovale, voluta da Bernini a forma di ellisse, e la Sala dei Paesaggi, decorata a metà dell’Ottocento da Filippo Cretoni. Infine è stata resa praticabile la scala elicoidale di Francesco Borromini, a conclusione del nuovo percorso di visita che inizia dallo Scalone di Gian Lorenzo Bernini.

Il titolo della mostra Eco e Narciso fa riferimento al mito raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio: la ninfa Eco si consuma d’amore per Narciso che la respinge e che morirà annegato, punito dagli Dei, nel tentativo di catturare la propria immagine di cui si era perdutamente innamorato. La mostra evoca la figura dell’artista, condannato come Narciso ad inseguire un’immagine, un riflesso, un’illusione, metafora che ben si evince nella tematica del ritratto e autoritratto, declinata nelle sue innumerevoli sfumature.

A Palazzo Barberini 21 capolavori: Marco Benefial, Gianlorenzo Bernini, Bronzino, Caravaggio, Rosalba Carriera, Pietro da Cortona, Piero di Cosimo, Luca Giordano, Hans Holbein, Benedetto Luti, Raffaello, Guido Reni e Pierre Subleyras appartenenti alla collezione delle Gallerie Nazionali dialogano con 17 opere contemporanee di Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Maria Lai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Yan Pei-Ming, Markus Schinwald, Richard Serra, Yinka Shonibare MBE, Kiki Smith, provenienti dal MAXXI o da prestiti, con 3 opere realizzate per l’occasione (Bonvicini, Paolini, Shonibare) di cui due, Bent and Fused di Bonvicini e The Invisible Man di Shonibare,  entreranno a far parte della collezione del MAXXI.

Il confronto prosegue anche al MAXXI, dove vengono esposti La Velata, scultura settecentesca di Antonio Corradini, insieme a VB74 di Vanessa Beecroft, immagine della performance realizzata al MAXXI nel 2014 e per la prima volta visibile al pubblico.

 

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Solo alcuni esempi in foto della grande esposizione

 

Salone Pietro da Cortona, dove il grandioso affresco del Trionfo della Divina Provvidenza, che celebra in tutta la sua magnificenza la famiglia Barberini, incontra le 24 fotografie de Le Ore di Luigi Ontani, artista che, nel corso della sua carriera, ha fatto della rappresentazione di sé il mezzo espressivo per eccellenza.

Nelle sale successive, individuate convenzionalmente con l’Appartamento d’inverno del Cardinale, si trova un ambiente conviviale antesignano del salotto, dove sono state collocate l’opera di Kiki Smith, anche lei molto impegnata sulle questioni femministe, Large Dessert, 5 pastelli di Rosalba Carriera e 5 di Benedetto Luti, tutti a rappresentare la donna, sublimata come figura elegante e delicata. Mentre la Smith lo fa con una visione critica e problematica, i piccoli ritratti settecenteschi hanno un sapore allo stesso tempo etereo e sofisticato, ma incisivo e puntuale nell’introspezione psicologica.

Molto particolare è l’incontro/scontro fra due culture nella contrapposizione del settecentesco ritratto di gruppo della Famiglia del Missionario di Marco Benefial e The Invisible Man, l’opera realizzata per l’occasione da Yinka Shonibare MBE. A distanza di secoli, entrambi rappresentano il diverso, l’esotico in modi diametralmente opposti: mentre l’artista italiano punta sul messaggio missionario con alcune declinazioni esotiche nelle decorazioni, l’artista anglo-nigeriano riflette sul tema del post-colonialismo nel mondo globalizzato.

Sala dei Marmi, nota nel Seicento come “Camerone delle Commedie o “del Camino.” Era il primo ambiente dell’appartamento del Cardinale al quale si accedeva direttamente sia dall’atrio sulla scala di Borromini che dal Salone di Pietro da Cortona. Qui il busto di Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, opera di Gian Lorenzo Bernini, è fiancheggiato dai monumentali ritratti di Giovanni Paolo II, Pape e Mao di Yan Pei-Ming. Entrambi gli artisti a distanza di secoli interpretano il tema del ritratto ufficiale, della persona potente, il primo rendendolo “vivo” attraverso la capacità straordinaria di suggerire il movimento e la vibrazione nella pietra, e il secondo con il gigantismo, utilizzando tele di 3 metri per 3.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Electa, con una conversazione tra Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi.

 

Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini. www.barberinicorsini.org | www.maxxi.art

Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

ORARI: martedì/domenica 8.30- 19.00. Giorno di chiusura: lunedì

INFORMAZIONI: 06-4824184 | comunicazione@barberinicorsini.org

N.B. Nel periodo di apertura della mostra Eco e Narciso (fino al 28 ottobre) biglietto ridotto per questa mostra e per l’altra al MAXXI, per la durata di 10 giorni in entrambe le sedi. Gratuito: minori di 18 anni, scolaresche e insegnanti accompagnatori dell’Unione Europea (previa prenotazione), studenti e docenti di Architettura, Lettere (indirizzo archeologico o storico-artistico), Conservazione dei Beni Culturali e Scienze della Formazione, Accademie di Belle Arti, dipendenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, membri ICOM, guide ed interpreti turistici in servizio, giornalisti con tesserino dell’ordine, portatori di handicap con accompagnatore, personale docente della scuola, di ruolo o con contratto a termine, dietro esibizione di idonea attestazione sul modello predisposto dal Miur.

 

Foto di Valter Sambucini

FOTO 1 – Monica Bonvicini Bent and Fused, 2018 – tubi a LED, acciaio, fili e cavi elettrici – Collezione MAXXI Arte

FOTO 2 – Luigi Ontani – Le Ore, 1975, 24 stampe fotografiche a colori su alluminio – Collezione MAXXI Arte

FOTO 3 – Kiki Smith – Large Dessert, 2004-2005 – legno, porcellana, fiori freschi- Collezione MAXXI Arte

FOTO 4 – Yinka Shonibare MBE – The Invisible Man, 2018, manichino in vetroresina, cotone stampato a cera olandese, scarpe di pelle, base di acciaioCollezione MAXXI Arte. Courtesy: l’artista e Blain |Southern

FOTO 5 – Yan Pei-Ming – 2 opere: Pape e Mao, 2005 olio su tela – Collezione MAXXI Arte.


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