“EL – Che Guevara l’uomo dietro la leggenda”

Di scena al teatro Tordinona, fino al 19 novembre (spettacoli alle 17,30 e alle 21,15)
Anna Candelotti - 19 Novembre 2017

Al teatro Tordinona, fino al 19 novembre (spettacoli alle 17,30 e alle 21,15), è di scena “EL – Che Guevara l’uomo dietro la leggenda”, del peruviano Edgardo de Habich, prodotto dall’Associazione Culturale Enter in collaborazione con TeatroSenzaTempo.

A cinquant’anni dalla morte di Ernesto Guevara de la Serna, più noto come  El Che, o più semplicemente EL, Luca Milesi e Antonio Nobili ripropongono lo spettacolo (già rappresentato con successo nel 2012 e nel 2013) che racconta il rivoluzionario, il guerrigliero, il visionario, il romantico, l’eroe e l’uomo  Che Guevara, “ disposto a dare la vita per quello in cui crede”. Il simbolo, amato e discusso, delle lotte contro le dittature, lo sfruttamento, le sofferenze e la fame di tutti coloro che sentono i loro diritti ignorati e calpestati, e di tutti coloro che non sono insensibili al grido di dolore dell’umanità emarginata.

“EL” è un racconto a due voci, due punti di vista, che avviene durante una notte di tempesta in cui un colonnello dell’esercito boliviano chiede riparo ad un giovane prete di montagna. Il colonnello è colui che ha ordinato la fucilazione del nostro eroe, il sacerdote è colui che ne benedirà la salma. L’appassionato racconto del sacerdote incomincia con l’imbarco dei Barbudos sul Gamma, l’imbarcazione che nel 1956 partì dal Messico per portare la Rivoluzione nell’isola di Cuba.

L’ammirazione che il prete ha del coraggio e della passione del Che, lo induce ad accomunarlo a Gesù e a Don Chisciotte, due visionari della storia e della letteratura, che hanno dato speranze all’umanità maltrattata.

Un appassionato, e appassionante, racconto che i due (Serena Renzi e Maria Concetta Liotta) sviluppano riscaldati dai ricordi e dall’acquavite, che va giù come acqua, fino al mattino, quando la tempesta cessa.  Racconti vivificati dagli altri attori del formidabile cast, da Antonio Nobili nel ruolo del Che,  Alberto Albertino, Francesco Sotgiu, Ilario Crudetti, Stefano Di Giulio ed Eleonora Zepponi (splendida la sua voce, ricca di struggenti tonalità nei canti latinoamericani) che Luca Milesi, regista e direttore artistico della Compagnia Enter dal 2002, conduce con grande maestria fino alla morte del nostro eroe. L’incontro con Fidel Castro e della rivoluzione cubana, il periodo di vita familiare e fuori dalla rivoluzione, la guerriglia in Bolivia dove EL trova la morte consegnato al colonnello da un contadino per riscuotere la taglia, mettono in luce, sempre, la passione nella lotta per una società più giusta e umana, la sua Dulcinea, per la quale abbandonerà la famiglia recandosi incontro alla morte in Bolivia.  La stessa passione che Antonio Nobili mette nella sua interpretazione, che fa sentire la carica umana di un personaggio leggendario e romantico,  che scintilla nei suoi occhi e trasuda dalla sua pelle scuotendo le emozioni dello spettatore fino ai saluti al pubblico.

In un’epoca in cui i maltrattati, gli emarginati, gli esclusi, i diseredati, gli affamati aumentano sognare una società più solidale fa bene all’anima.

Anna Candelotti


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