Esplosione in via dei Gordiani, la voce del quartiere: “Mai più bombe vicino alle scuole”

L’assemblea ha invocato a gran voce una richiesta netta e chiara: basta rinvii, basta silenzi, si deve agire!

9 luglio. Cinque giorni dopo l’esplosione

L’appuntamento è alle 18. La via davanti alla scuola primaria di via Romolo Balzani comincia a riempirsi. Cittadini, comitati e rappresentanti si sono ritrovati per chiedere risposte e garanzie concrete per il futuro.

Gli sguardi sono ancora segnati dal terrore di chi quell’esplosione l’ha vissuta, l’ha sentita, e infine anche respirata. Circa duecento persone: residenti, genitori, lavoratori del centro sportivo di Villa De Sanctis, ma anche cittadini di altri quartieri, accorsi per manifestare la propria solidarietà. Fortunatamente, al momento dell’esplosione, né nella scuola né nel centro sportivo erano presenti bambini: altrimenti il dolore sarebbe stato ancora più lacerante.

Oltre ai feriti, una vittima però c’è stata, Claudio Ercoli, 67 anni, dipendente del distributore di benzina, morto dopo giorni di agonia a causa delle gravi ustioni riportate.

I bambini della scuola hanno portato i loro disegni, affissi ai cancelli: messaggi muti, ma potenti. Con loro anche gli insegnanti, ancora profondamente scossi.


Un pericolo noto da anni

Molti interventi hanno ricordato come la presenza del distributore di carburante con serbatoio GPL e del centro di smaltimento metalli – a pochi metri dalla scuola e dalle abitazioni – fosse da anni segnalata come una bomba ad orologeria. Nonostante atti ufficiali, mobilitazioni e perfino sentenze del TAR che ne imponevano la rimozione, le istituzioni hanno continuato a prorogarne la permanenza.

“Dovevano andare via loro, e invece siamo noi a dover lasciare la scuola e le case!”, ha gridato un residente, riassumendo il senso di ingiustizia che pervade tutto il quartiere.

Le voci dell’assemblea

Un’insegnante ha condiviso, con commozione, la paura che ancora oggi prova al solo pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se l’esplosione fosse avvenuta con gli alunni in aula.Negli occhi, il terrore. Nelle parole, una certezza: “La scuola deve riaprire, ma solo in condizioni di sicurezza assoluta.”

Il presidente del comitato genitori ha chiesto con forza la bonifica dell’area, tempi certi e trasparenza totale su chi abbia la responsabilità di quanto accaduto.

Le istituzioni locali

L’assessore al patrimonio del Municipio V, Sergio Scalia, ha sottolineato che la magistratura accerterà le responsabilità penali. Ma ha anche riconosciuto che esistono responsabilità politiche da affrontare subito. Ha annunciato che l’assessorato ai Lavori Pubblici si occuperà della riapertura della scuola, e che sono in fase di definizione le modalità per ricollocare gli alunni da settembre, garantendo il diritto allo studio. Ha aggiunto, inoltre, che l’assessore allo sport ha annunciato interventi per sistemare l’impianto sportivo, anch’esso danneggiato. Infine, sono in corso valutazioni con l’Avvocatura capitolina per non rinnovare la concessione al distributore.

L’assemblea ha invocato a gran voce una richiesta netta e chiara: basta rinvii, basta silenzi, si deve agire! Altro che “tragedia sfiorata”: qui la tragedia c’è stata, e solo il caso ha evitato il peggio.

Ma la rabbia rimane. Perché – come purtroppo troppo spesso accade – si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati.

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