

La mostra approfondisce la ricerca del museo sulle grandi città del Mediterraneo, in continuità con quelle già dedicate ad Istanbul e Beirut
“African metropolis, viaggio nella città immaginaria” è una sfida alla nostra idea di metropoli, utilizzando il linguaggio dell’Arte africana, per evidenziarne la bellezza e le contraddizioni. La mostra è curata da Simon Njami e da Elena Motisi, al MAXXI dal 22 giugno al 4 novembre 2018. www.maxxi.art|#AfricanMetropolisExhibit
La mostra, realizzata con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – DGMO, main partner Eni, fa parte di un più ampio progetto fortemente voluto da Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, dedicato alla vitalità della scena artistica di un continente in crescita, in linea con la ricerca del museo che vede nell’arte e nella cultura, strumenti di dialogo e diplomazia culturale tra Africa ed Europa.
Segnaliamo inoltre che per tutto agosto il museo rimane aperto, anche il giorno 15 a Ferragosto, e fino alla fine del mese si entra con un biglietto unico (a 7 €) alle 12 mostre e progetti speciali in corso – cioè dal caleidoscopio dell’arte africana, all’architettura raccontata da Bruno Zevi, dalle opere dei finalisti del Maxxi Bvlgari Prize alla scoperta di Tel Aviv la città bianca; dal focus su Nico Vascellari … Le persone potranno inoltre rilassarsi e rinfrescarsi gratuitamente all’ombra di un’oasi di verde nella piazza stessa del museo. L’installazione, al MAXXI dal 12 giugno al 21 ottobre 2018, ha creato un nuovo spazio di verde pubblico, con l’obiettivo di migliorare il microclima e promuovere la flora e la fauna locali. E’ la Green Gallery dello STUDIOD3R – Radostina Radulova-Stahmer e Deniza Horländer con Marcello Fantuz; progetto ecologico, ecosostenibile, attento alla biodiversità, che contrasta il riscaldamento climatico. Vincitore di YAP Rome At MAXXI, progetto organizzato dal MAXXI in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York, nell’ambito di Young Architects Program, il programma dedicato al sostegno e alla promozione della giovane ricerca architettonica giunto alla sua settima edizione italiana.
L’intensità e la ricchezza dell’arte africana invece è rappresentata da oltre 100 lavori di 34 artisti africani, che diventano così gli elementi di una città immaginaria, di un percorso che tra fotografia, installazioni, sculture, tessuti e video, ne restituisce la ricchezza e la complessità, attraverso le sfaccettature dell’identità contemporanea, africana e globale. I curatori hanno individuato cinque azioni metropolitane – Vagando, Appartenendo, Riconoscendo, Immaginando e Ricostruendo – che consentono al visitatore di e interpretare lo spazio fisico di una metropoli contemporanea, sia immergersi nelle sensazioni e nelle emozioni. Le opere infatti sono allestite come elementi di uno skyline cittadino, frutto di una continua stratificazione di interventi, mentre descrivono un percorso in cui opere monumentali si alternano a lavori intimi ed a rielaborazioni site specific.
African Metropolis è un alternarsi di immaginari, tra le Falling House (2014), le case sospese a testa in giù, di Pascale Marthine Tayou, fragili architetture domestiche composte da una miriade di immagini, i tessuti di Abdoulaye Konaté Calao (2016) e Alep (2017), simbolo di memoria e denuncia sociale, e l’installazione monumentale di El Anatsui Stressed World (2011), composta interamente di rame riciclato. La mostra affronta temi di attualità con Bureau d’echange (2014) di Meschac Gaba, che denuncia come tutte le materie prime legate alle risorse naturali siano diventate prodotti di speculazione capaci di condurre la società a profonde crisi economiche, o con World Disorder II (2017) di Paul Onditi, artista che solleva interrogativi sugli sconvolgimenti politici, strutturali, sociali ed economici a livello locale e mondiale.
Riconoscere se stessi nella grande eterogeneità dell’Africa è infatti uno degli obiettivi della mostra. Ci si chiede come si possa vivere insieme in uno spazio che sembra composto da differenze insormontabili e se sia possibile costruire il ritratto di una città di cui tutti siano abitanti, pur essendo stranieri. Mettendo in mostra parte della produzione artistica di un continente, che comprende oltre cinquanta nazioni, migliaia di città e milioni di abitanti, African Metropolis riesce a restituire un contesto universale e ci aiuta a comprendere le città di tutto il mondo, simili a libri da sfogliare, impossibili da raccontare ma soltanto da vivere. In tutto questo nascono anche nuove opportunità, come i vestiti disegnati da Lamine Badian Kouyaté (Xuly.Bet) che si affacciano sulla piazza del museo come in una vetrina, creazioni che trasmettono i valori della modernità africana.
Gli artisti in mostra: Akinbode Akinbiyi, Heba Y. Amin ,El Anatsui, Joël Andrianomearisoa ,Abdulrazaq Awofeso, Sammy Baloji, Bili Bidjocka, Mimi Cherono Ng’ok, Godfried Donkor, Franck Abd-Bakar Fanny, Meschac Gaba, Lucas Gabriel, François-Xavier Gbré , Simon Gush, Hassan Hajjaj, Nicholas Hlobo, Délio Jasse,Samson Kambalu, Kiluanji Kia Henda, Abdoulaye Konaté, Lamine Badian Kouyaté (Xuly.Bët), Youssef Limoud ,Onyis Martin,Lavar Munroe, Hassan Musa, Paul Onditi, Maurice Pefura, Pascale Marthine Tayou, Antoine Tempé, Andrew Tshabangu, Sarah Waiswa, Ouattara Watts, James Webb, Amina Zoubir.
La mostra è accompagnata da un volume, edito da Corraini: un viaggio che invita a esplorare il continente attraverso le sue metropli, organism viventi in continua mutazione, con saggi e interviste di autori internazionali come Marco Scotini, Sumesh Sharma, Edgar Pieterse, Akinbode Akinbiyi, Bonaventure Ndikung. I testi, appositamente commissionati, affrontano tematiche diverse, dall’arte all’architettura, dalla geopolitica al difficile processo di urbanizzazione.
Alla mostra è collegato un ricco elenco di incontri con artisti, architetti, scrittori, cinema, danza e musica live. Infatti per tutta la durata di “African Metropolis” e di “The road to justice”, un sostanzioso programma ne approfondirà i temi, ma proseguirà ormai da settembre. Per gli appuntamenti consultare il sito http://www.maxxi.art/
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – via Guido Reni, 4/a, RM – info: 06 32.48.61 orario 11.00 – 19.00 (mart, merc, ven, sab, dom) |11.00 – 22.00 (giovedì) – chiuso il lunedì. Segnaliamo che il museo è aperto per tutto il mese di agosto 2018, compreso il giorno di Ferragosto, mentre sempre per questo mese il biglietto sarà scontato a 7 € per visitare le dodici mostre ed i progetti speciali in corso, con apertura straordinaria fino alle 22.00 ogni giovedì.
Foto di Valter Sambucini
Carla Guidi
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.