

Il celebre vaso attico ritornato in Italia dopo trentasette anni
Approda al Museo di Villa Giulia, dopo un’interminabile battaglia tra i musei italiani e il Metropolitan Museum of New York, dove era esposto dal 1972 il celebre vaso di Eufronio. Il capolavoro fu acquistato dal Metropolitan che lo pagò 1 milione di dollari da Robert Hecht, un mercante d’arte oggi sotto processo a Roma, che lo aveva esportato clandestinamente da una tomba di Cerveteri. Per molti secoli infatti il cratere (anfora a calice) era finito in una caditoia della tomba, rimanendo nascosto agli archeologi.
Sul cratere di Eufronio, che è il tipico vaso attico a figure rosse, datato intorno al 510 a. C. sono raffigurate due scene: un lato presenta un episodio della Guerra di Troia con la morte di Sarpedonte, figlio di Zeus e di Laodamia; il dio Hermes e le personificazioni del Sonno e della Morte che ne riportano l’anima in patria. Sul lato opposto giovani ateniesi contemporanei, ma identificati con nomi antichi dalle iscrizioni che accompagnano ciascuna figura, sono raffigurati mentre indossano le armi prima della battaglia.
All’inaugurazione della mostra del 7 maggio 2009 al Museo di Villa Giulia era presente anche il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, il quale ha confermato la presenza del cratere, insieme ad altri pezzi della collezione, almeno fino all’autunno prossimo. Stagione in cui inizierà di nuovo la diatriba tra musei nazionali ed internazionali per avere tra le proprie teche museali, il celebre vaso del ceramista greco.
A rivendicarlo a gran voce, è stato tra l’altro il Museo Nazionale di Cerveteri, confermando ancora una volta come gli scavi clandestini siano devastanti per una ricostruzione della realtà storica del sito archeologico. Lo stesso vaso, appartenente sicuramente ad una collezione molto più ricca di manufatti greci, rimane oggi decontestualizzato, e si ignora quale sia stato il suo utilizzo in passato.
Non ci resta, per ora, che ammirarlo nel Museo Etrusco di Villa Giulia!
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