

Schiacciata ed umiliata per 40 minuti dal Cska. Finisce 54-82
ROMA, 6 marzo – Il Palalottomatica in festa con oltre seimila presenze rimane ammutolito e con grande sportività applaude i campioni della super corazzata russa. E’ stata una vera e propria lezione di pallacanestro europea, con due squadre in campo di livello tecnico e fisico troppo differente.
L’atmosfera è quella delle grandi competizioni, ma l’inizio del match è a dir poco devastante. In dieci minuti Roma segna 10 punti trovando i primi canestri dal campo dopo sette minuti per mano di Gabini. Il CSKA nel frattempo vola e senza dare un minimo spiraglio di disattenzione si porta con disarmante facilità sul 9-0 dopo 3’ e 28-10 al termine del quarto. Il Palalottomatica stenta a crederci.
Seconda frazione con il copione che non cambia. Roma non gira. Lorbek passeggia e salta vuoto, Fucka si palleggia sui piedi. Mosca non cala l’intensità e gli uomini di Messina vanno in tutta tranquillità sul 48-25. La partita è chiusa da un pezzo ma la gente non va via perché lo spettacolo che offrono gli uomini in maglia bianca è eccezionale. Si rasenta la perfezione, i tiri sbagliati sono pochissimi, la supremazia ai rimbalzi è imbarazzante.
Si rientra dopo la pausa, ma Roma proprio non c’è. Ci prova Jabeer, l’unico a mostrare un po’ i denti e a tirare fuori un briciolo di agonismo. Repesa lo leva per rimettere Ukic, ma il play titolare non è proprio in serata. Il pubblico si innervosisce e Repesa rimette subito Jabeer che a tratti pare giocare da solo contro i russi. Smodis e Van der Spiegel massacrano la difesa di Roma senza accennare un minimo calo. Hawkins non ne azzecca una, prova con conclusioni forzate a dare un inerzia alla gara, ma il gioco capitolino è lento e molto prevedibile. La zona della Virtus non si dimostra efficace contro la circolazione di palla degli ospiti ed il punteggio si allunga anche a meno 32.
Ultima frazione di gioco con la stessa intensità dei primi 10 minuti per Mosca e con Messina che si infuria per una palla persa dei suoi. Sikauskas ne realizza 25 con 6/7 da tre. Decisamente cose di un altro pianeta o per lo meno non del pianeta Virtus.
Con il 54-82 finale la qualificazione è decisamente compromessa in vista delle Top 8. Ora bisogna vincere entrambe le gare rimaste in programma, e potrebbe non essere sufficiente.
Finale amaro per Roma con i tifosi che contestano la dirigenza di Roma e tutta la squadra.
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