

L’atto verrà ufficializzato il 15 aprile negli spazi della Città dell’Altra Economia, segnando un punto di rottura netto con l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri
Non si placa lo scontro sul futuro degli ex Mercati Generali di via Ostiense. Dopo mesi di assemblee, proteste e tentativi di dialogo, la contestazione entra in una nuova fase: quella giudiziaria.
Il fronte contrario al progetto di riqualificazione ha deciso di passare alle vie legali, annunciando la presentazione di una diffida formale contro l’intervento approvato dal Campidoglio.
L’atto verrà ufficializzato il 15 aprile negli spazi della Città dell’Altra Economia, segnando un punto di rottura netto con l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri.
Una mossa che arriva mentre la Giunta prova a raffreddare le tensioni con alcune modifiche alla convenzione urbanistica siglata nel novembre 2025 con il fondo immobiliare Hines.
Per il Comune, i tavoli di confronto organizzati nei primi mesi dell’anno rappresentavano un tentativo di mediazione. Ma per comitati e associazioni si è trattato di un passaggio privo di reale incidenza.
Le correzioni introdotte dall’amministrazione — tra cui una maggiore attenzione agli spazi verdi e una diversa distribuzione dei servizi — vengono giudicate insufficienti. Secondo il fronte del “no”, si tratterebbe di interventi marginali che non modificano l’impianto complessivo del progetto.
La critica è netta: l’operazione viene considerata una cessione di fatto di un’area pubblica strategica a interessi privati, senza un reale coinvolgimento del territorio.
Il passaggio alla via legale segna un cambio di passo. L’obiettivo della diffida è bloccare l’iter amministrativo, portando all’attenzione quelle che i comitati definiscono “criticità strutturali” del progetto.
Al centro dello scontro resta la convenzione urbanistica approvata lo scorso anno. Per l’amministrazione, una sua revoca comporterebbe conseguenze economiche e legali rilevanti.
Per i residenti, invece, è l’unica strada percorribile per ripensare completamente la destinazione dell’area e garantirne una gestione realmente pubblica.
La protesta non nasce oggi. Il percorso di contestazione si è sviluppato nel tempo, a partire dalle prime assemblee cittadine nell’autunno del 2025, passando per incontri pubblici, iniziative autogestite e manifestazioni che hanno coinvolto centinaia di persone.
Ora, con il ricorso agli strumenti legali, il confronto entra in una fase più dura e potenzialmente decisiva. Da una parte il Campidoglio, deciso a portare avanti un progetto ritenuto strategico per la riqualificazione urbana; dall’altra un fronte civico che chiede un cambio radicale di rotta.
Sul destino degli ex Mercati Generali si gioca così una partita che va oltre il singolo intervento urbanistico, toccando temi più ampi come il rapporto tra pubblico e privato, la partecipazione dei cittadini e il modello di sviluppo della città.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.