Ex Mercati Generali: la giunta Raggi approva la delibera, ripartono i lavori fra le polemiche

Numerose le strutture nel progetto, tra cui una biblioteca, aree sportive e strutture per gli studenti. Riapre il cantiere nel cuore dell’Ostiense
Gregorio Staglianò - 29 Settembre 2017

Dopo quasi 13 anni riaprono i lavori per la riqualificazione dell’area degli ex Mercati Generali. Ad annunciarlo è la giunta della sindaca Raggi, dopo aver approvato una delibera lo scorso 16 settembre. Così, dopo un accordo fra costruttori e Campidoglio, riparte il progetto nel cuore di Ostiense per portare a termine il “cantiere infinito”. Il nodo per la riapertura del cantiere è avvenuta due mesi fa circa, dopo un incontro tra gli imprenditori Toti e gli immobiliaristi francesi De Balkany, insieme ai quadri dell’assessorato all’Urbanistica del Comune di Roma Capitale.

L’iter interminabile della conclusione del progetto ha le sue radici nella giunta Veltroni, quando nel 2005 venne consegnato il terreno, sotto al quale cominciarono tra l’altro importanti scavi archeologici. Tre anni dopo, la stessa giunta firma il progetto definitivo e nel 2010, la giunta Alemanno tenta di dare il via a quello esecutivo. Da lì in poi, la poca incisività della classe politica romana e l’impasse burocratica hanno posto una pietra tombale sull’intera area degli ex Mercati Generali.

Il nuovo progetto prevede la costruzione di una galleria pubblica, una nuova biblioteca comunale, un corso principale, tre piazza, un centro anziani, un centro conferenze, un cinema, un’area sportiva, un’area commerciale e un’area ricettiva con edifici destinati agli studenti, considerata la vicinanza con Roma Tre.”In questa città esistono spazi negati a cittadini: sono spazi fantasmi, cantieri infiniti – sottolinea Luca Montuori, assessore all’Urbanistica – ed è su questo che noi vogliamo lavorare: si apre nuovo periodo nella Capitale”.

La riapertura ufficiale del cantiere però non è stata esente da critiche, sollevate e ricadute proprio dallo stesso Municipio nel quale il progetto verrà eseguito, l’VIII. Una componente del M5S locale infatti osteggiava, in netta antitesi con le misure del Campidoglio, la continuazione dei lavori, considerando il progetto non rispettoso dell’ambiente e poco utile, mancante di aree verdi, di criteri urbanistici sostenibili essenziali. Le frizioni sui criteri strutturali del cantiere fu il casus belli che condusse alle dimissioni dell’ormai ex Presidente del Municipio VIII ed ex grillino, Paolo Pace che accusa il Campidoglio di non avere avuto una linea coerente con lo sviluppo del progetto, e di aver deciso la riapertura e l’esecuzione del progetto tra le stanze del Campidoglio, senza affrontare un costruttivo confronto con alcuni elementi importanti del M5S municipale.


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