

Sfalcio della vegetazione e rimozione dei rifiuti nei 9 ettari dell'area Ostiense. Il Campidoglio avvia la gestione attiva del sito dopo anni di incuria
Un segnale di vita in quello che per decenni è stato il “buco nero” del quadrante Ostiense-Garbatella.
Le ruspe sono entrate nell’area degli ex Mercati Generali per un massiccio intervento antidegrado.
Non si tratta ancora della posa della prima pietra del nuovo progetto, ma di un’operazione necessaria per ripristinare il decoro e la sicurezza in un sito che, tra specie erbacee infestanti e materiali abbandonati, era diventato un potenziale focolaio di pericoli igienico-sanitari e incendi.
L’intervento, suddiviso in più fasi, prevede lo sfalcio della vegetazione spontanea cresciuta selvaggiamente dal 2002 (anno della dismissione dei mercati) e la raccolta dei detriti accumulati nel tempo.
Nelle prossime settimane il materiale raccolto verrà smaltito, segnando il passaggio a una “gestione attiva” dell’area.
Un atto dovuto, richiesto a gran voce dai residenti del Municipio VIII, che vedono finalmente una prima azione concreta di contrasto al degrado.
Se la pulizia avviene oggi, il futuro a lungo termine dell’area è già scritto nella convenzione firmata lo scorso novembre tra Roma Capitale e il fondo Hines.
Dopo oltre vent’anni di varianti e stalli burocratici, il piano di rigenerazione urbana da 380 milioni di euro prevede:
Studentati: 1.600 alloggi universitari (di cui 500 a canone calmierato).
Servizi Pubblici: Biblioteche, mediateca, un hub per start-up e un centro anziani rinnovato.
Piazze e Verde: Circa 4 ettari di spazi aperti al pubblico, l’equivalente di otto volte Piazza Navona.
Parcheggi: Un sistema interrato da circa 2.600 posti tra pubblici e privati.
Il via libera definitivo è arrivato, ma per vedere i veri cantieri edili bisognerà attendere il primo trimestre del 2027, con una chiusura dei lavori stimata entro il 2030.
Non mancano le polemiche: i comitati civici e alcune sigle politiche criticano la concessione sessantennale ai privati e temono che lo studentato possa trasformarsi in una struttura di lusso poco accessibile, chiedendo maggiori garanzie sulla natura pubblica dei servizi offerti.
Nel frattempo, la pulizia avviata in questi giorni serve a “restituire” visivamente l’area alla città, in attesa che i progetti su carta diventino finalmente infrastrutture reali.
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Finalmente un segnale concreto dopo anni di abbandono